Berlusconi: “L’austerity di Monti ci ha portato più criminalità”

Pubblicato il 4 Gennaio 2013 20:46 | Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio 2013 22:03
Berlusconi: "L'austerity di Monti ci ha portato più criminalità"

Silvio Berlusconi (Foto Lapresse)

ROMA – L’austerity di Monti ci ha portato solo più criminalità. Silvio Berlusconi, ospite di Studio Aperto, torna all’attacco contro il premier dimissionario, Mario Monti. “Il nostro è un paese solido e forte – afferma – siamo la seconda economia dell’Eurogruppo, ma il segnale è preoccupante e mette a nudo una politica economica sbagliata, incurante della sicurezza dei cittadini. L’austerità ha fatto sì che la recessione portasse l’aumento della criminalità”.

Per l’ex premier, dunque, i dati diffusi dal Ministero dell’Interno parlano chiaro. “I furti sono aumentati del 17%, gli scippi del 6% le truffe del 7% . Il confronto con l’anno precedente quando c’era il nostro governo sono un atto d’accusa per il cinismo del governo tecnico che diceva di voler salvare l’Italia e invece la impoveriva con le tasse mentre la criminalità aumenta e gli arresti sono diminuiti e questo non depone a favore dell’operato dei tecnici”.

Poi, nel corso dell’intervista, il Cavaliere torna a calcare la mano sui suoi cavalli di battaglia. “Con le tasse sulla casa del governo tecnico -attacca- l’edilizia si è bloccata portando ad una svalutazione delle case che rappresentano una parte notevole del nostro patrimonio che fa da garanzia a solvibilità del debito pubblico”. Per questo il Pdl, spiega, “con coerenza porterà meno tasse sulle famiglie e le imprese più tagli alla spesa pubblica, più privatizzazione e liberalizzazione e l’abolizione dell’Imu sulla prima casa”. Sin dal primo Consiglio dei ministri, è la promessa.

Poi aggiunge “l’aggiustamento del mercato del lavoro perchè la riforma della signora Fornero ispirata dalla Cgil e dalla sinistra ha penalizzato l’occupazione giovanile. A pagare sono stati i giovani e il tasso di disoccupazione è salito al 36% e cioè un giovane su tre”.

Infine, rilancia un appello ai moderati: “Arriveremo ad un accordo con l’unica eccezione di Casini e Fini perché i moderati sono dal 1948 maggioranza nel paese e a dividerli si fa un delitto imperdonabile. Chi ha in mente di votare Fini e Casini votasse per la sinistra di Vendola e Bersani”.