Berlusconi aggredito. Lino Banfi dal premier: “Mi sono commosso”

Pubblicato il 15 Dicembre 2009 19:17 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2009 19:18

Lino Banfi

Lino Banfi va dal presidente del Consiglio Berlusconi non solo in visita di cortesia, ma con la missione di farlo ridere. E ci riesce ben due volte.   «Ci siamo abbracciati – ha raccontato Banfi all’uscita del San Raffaele – e io mi sono commosso di nuovo. Mi aveva già fatto piangere la scena di quando lui, dopo l’aggressione, si era issato sul predellino dell’auto e gliel’ho detto».

L’attore ha raccontato che il presidente del Consiglio gli ha spiegato di averlo fatto perché non voleva rimanesse quell’immagine e che voleva far vedere a tutti che stava bene. L’attore ha raccontato anche di aver fatto ridere il premier in due occasioni. La prima quando gli ha regalato il libro “Il chelcio secondo Oronzo Cana’” con su scritta la frase «Ma quando chezzo mi fai diventare allenatore del Milan?». «Non mi far ridere – avrebbe detto Berlusconi – che mi fa male il labbro».

La seconda risata, l’attore l’ha suscitata quando gli ha detto di essere venuto a trovarlo non come Lino Banfi ma come Pasquale Zagaria, il suo vero cognome. «Ma questo – ha detto Banfi al premier – è meglio che non lo dica ai cronisti che mi aspettano di sotto perché Zagaria è anche il nome di un pericoloso latitante». Il premier, ha detto l’attore, sta nella sua stanza in penombra «perché la luce gli dà fastidio».

«Scalpitavo da ieri – ha concluso Banfi – per venire a trovarlo e sarei andato anche in Cina. Non si tratta di una questione politica ma di semplice amicizia».