Voto di sfiducia, Berlusconi scommette e minaccia: “I finiani si asterranno o fuori dalla coalizione”. Bocchino: “Ha il brevetto del centrodestra?”

Pubblicato il 10 Dicembre 2010 20:57 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2010 21:50

In vista del voto sulla sfiducia al governo, Silvio Berlusconi scommette sulla fedeltà dei finiani e minaccia chi voterà contro: secondo il premier “molti di Fli si asterranno” e comunque “chi voterà contro non avrà futuro nel centrodestra”. La replica non si è fatta attendere, per bocca del “solito” Italo Bocchino: “Berlusconi pensa di avere il brevetto del centrodestra? Qui non siamo a Mediaset”.

Il presidente del Consiglio è intervenuto telefonicamente a una manifestazione del Pdl a Brescia. Ecco il Berlusconi-pensieri: ”Credo che al momento del voto molti di loro avranno un soprassalto di ragionevolezza e si asterranno”. Per questo il premier si è detto ”fiducioso sui voti al Senato e alla Camera su una crisi che sarebbe irragionevole e irresponsabile. Sono convinto che ragionevolezza e responsabilità prevarranno”.

Poi ha aggiunto: ”La crisi non ha nessuna ragione vera se non quella di una fedeltà a un leader che senza apparenti ragioni ha deciso di iniziare un percorso senza futuro”. Dunque, ”se questi signori dovessero negare la fiducia al governo, martedì prossimo, si consegneranno a un limbo politico perché non potrebbero mai più rientrare nel centrodestra e nel loro futuro ci sarebbe solo una possibilità: quella di allearsi a quella sinistra che hanno sempre sentito come opposta ai loro valori e ai loro principi, che hanno sempre combattuto. Credo che un sussulto di ragionevolezza e di lealtà ai loro elettori, dovrebbe portarli a non esprimere un voto contrario”.

Il premier non ha risparmiato una stoccata anche al presidente della Camera: ”C’è un convoglio guidato da Fini che ha come destinazione la sinistra”. ”Vogliono – ha detto Berlusconi – reintrodurre l’Ici e nuove tasse sugli immobili, raddoppiare le imposte su Bot e Cct, limitare i pagamenti in contanti a 200 euro e questo si chiama Stato di polizia tributaria”.

Berlusconi ha parlato anche di intercettazioni: ”Quando alziamo il telefono – ha aggiunto – non siamo sicuri della nostra riservatezza. E poi è difficile ogni mattina aprire i giornali e sentirsi accusati con una calunnia continua”.