Promesse e bugie: Berlusconi in campagna elettorale

Pubblicato il 13 Maggio 2011 11:00 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2011 16:12

ROMA – In origine furono i sacchetti a Napoli, poi gli immigrati a Lampedusa, i giocatori forti per il Milan, ora le spiagge ai privati e le case abusive per tutti. Campagna elettorale trionfo di promesse… anche le più fantasiose. Silvio Berlusconi si sta sbizzarrendo e più si avvicina la fatidica data delle elezioni amministrative, più alza il tiro e ne spara sempre una più grande. E su tutti i mezzi di informazione. Nella stessa giornata il premier è riuscito ad essere contemporaneamente su Rai1, Studioaperto, in cinque collegamenti radiofonici, in due video on line e tre collegamenti telefonici con manifestazioni elettorali.

Moratoria sugli abusi – L’ultima promessa la fa ieri: più case abusive per tutti. L’annuncio è stato: “Domani nel mio incontro con i cittadini di Napoli farò vedere che ho pronto il provvedimento che sospenderà gli abbattimenti delle case fino alla fine dell’anno”. Insomma una moratoria per tutti i ‘furbetti’, che se punta a prendere voti tra i tanti che hanno fatto un abuso, ha fatto storcere il naso ai leghisti. Calderoli ha subito chiarito: “Sicuramente Berlusconi dovrà parlarne anche con la Lega. Indipendentemente dal luogo dove siano collocati gli immobili, il Carroccio è contrario a fermare abbattimenti già disposti di costruzioni abusive, che tra l’altro – sottolinea – non avrebbero neppure potuto essere sanate nei precedenti condoni edilizi”.

Ma il 12 maggio è un giorno pieno di impegni per il Cavaliere, e pieno di promesse “allettanti”: più anziani assisti a Milano, meno disoccupati, il ritorno di Kakà al Milan. Promesse che si vanno ad aggiungere alle tante fatte anche nei giorni precedenti. Indietro sino alle promesse a Lampedusa il 30 marzo quando, a tutti gli effetti, entrò nel vivo la campagna elettorale berlusconiana in vista delle amministrative del 15-16 maggio.

Promesse a Milano – A Milano per supportare la Moratti Berlusconi dice: ”Molti i progetti, a partire dalle due linee della Metropolitana. Bisogna votarla per consentirle di migliorare ancora di più i servizi che ha fornito alle famiglie, ai bambini, alle mamme, agli anziani. Letizia Moratti dopo avere raddoppiato il numero degli anziani assistiti a domicilio si è impegnata davanti a me a triplicarlo addirittura e a procedere nell’organizzazione di quell’evento straordinario che è Expo 2015”.

“Diminuiremo la disoccupazione” – A Radio Kiss Kiss Napoli sempre il 12 maggio afferma: “Sono convinto che con il decreto sviluppo nel giro di un anno diminuirà la disoccupazione. Vogliamo superare il drammatico divario tra Nord e Sud. Nell’ultima riunione del Cipe abbiamo approvato norme molto importanti anche a favore dei giovani e dei disoccupati. Inoltre da parte dell’Europa ci sono fondi di decine e decine di miliardi ma ancora ne sono stati spesi pochissimi. Da qui in avanti dobbiamo utilizzare le risorse disponibili su progetti che diano lavoro ai giovani ma anche per nuove infrastrutture”.

Il Milan – Dopo le promesse per gli abusivi, per gli anziani e per i disoccupati, all’appello mancavano solo i tifosi di calcio da rassicurare. E allora ecco che, sempre in collegamento con radio Kiss Kiss Napoli, Berlusconi lancia l’amo ‘calcistico’ e apre a un ritorno di Kakà in rossonero: ”E’ un uomo straordinario, qualora intendesse tornare al Milan, lo accoglieremmo senz’altro a braccia aperte”.

Alle promesse spesso si abbinano le bugie e gli attacchi ai ‘nemici’. Ecco allora che l’11 maggio, intervenendo telefonicamente a sostegno del candidato sindaco del centrodestra a Cagliari, dice: ”A L’Aquila stavamo portando via tutte le macerie ma il Comune, retto da un’amministrazione di sinistra, ha bloccato tutto, pretendendo che i lavori venissero fatti da imprese abruzzesi. Tutto è ancora lì”.

Stesso giorno, questa volta in un’intervista a StudioAperto, torna su un suo cavallo di battaglia: meno tasse per tutti. ”Il nostro must è aver saputo tenere in regola in conti pubblici (preservando, lavoro, imprese, sistema creditizio) senza mai mettere neppure una volta le mani nelle tasche degli italiani. Questo continueremo a fare, al contrario della sinistra, che non ha altra ideologia e politica di quella ‘più spese, piu’ tasse”’.

Poi via con l’annuncio populista: diminuiremo il numero di parlamentari. Lo dice da Crotone: ”Dopo le amministrative ci sara’ una legge di iniziativa popolare, in cui proporremo il dimezzamento del numero dei parlamentari, non tutti saranno contenti ma noi cominceremo. Si fara’ in modo scaglionato e sara’ un’iniziativa nel tempo”.

Peccato che poco dopo fa un’affermazione che cozza leggermente con la precedente: ”Nonostante le critiche della sinistra presenteremo al prossimo Cdm una legge per l’incremento dei membri del governo per un sottosegretario ad ogni singolo Ministero. Per ora noi siamo a 59 membri mentre Prodi ne aveva piu’ di 100 e comunque noi ne avremo sempre meno”.

E non dimentichiamo la promessa sulle spiagge ai privati, contenuta nel decreto sviluppo, che tanto sta facendo infuriare il Colle. Da testo le spiagge dovrebbero essere concesse agli stabilimenti per 90 anni. Ma la norma che avrebbe dovuto introdurre il diritto di superficie novantennale verrà cancellata: il regime – dicono i tecnici del Quirinale – è troppo lungo ed è in palese violazione delle regole europee che con la direttiva Bolkenstein sui servizi obbligherebbe a mettere a gara le concessioni al massimo ogni sei anni. Il compromesso individuato prevede la riduzione di quel periodo a meno di un quarto, accompagnato da un asta trasparente:

Infine ricordiamo tutti la visita-spot di Berlusconi a Lampedusa. Lì fu l’inizio delle promesse per questa campagna elettorale, dove si vide che la lotta stava entrando nel vivo. Il premier promise in ordine: di liberare entro due giorni l’isola dagli immigrati; di far avere a Lampedusa il premio Nobel per la pace; di aprire un casinò, un campo da golf e di comprarsi una casa lì; di concedere all’isola una ‘moratoria fiscale, previdenziale e bancaria’ almeno per un anno finalizzata a trasformarla in “zona franca”.