Berlusconi si ricandida? La condanna il pretesto: “Costretto a rimanere in campo”

Pubblicato il 27 Ottobre 2012 13:22 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2012 13:59
Berlusconi si ricandida? La condanna il pretesto che aspettava

ROMA – All’indomani della condanna per frode fiscale, Silvio Berlusconi ricomincia la campagna elettorale e dice: “Ora sono costretto a rimanere in campo per riformare la giustizia“.

E quasi viene da pensare che la condanna, arrivata ad appena 48 ore dall’annuncio del suo ritiro dalla politica, era quel pretesto che Berlusconi aspettava per non fare il passo indietro che tanti gli chiedevano.

Alla fine, mercoledì aveva ceduto e con un video pubblico, quasi fotocopia di quello del 1994 con il quale era sceso in campo, aveva annunciato la sua decisione: “Non mi candido, mi tiro indietro per il bene del Paese”. Passano 72 ore, appena tre giorni, ed ecco qui che Berlusconi ricomincia la campagna elettorale, adesso con un nuovo pretesto.

”Delle conseguenze ci saranno – dice in merito alla condanna di venerdì al Tg5- Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me”.

”Quella contro di me è un’ipotesi fantascientifica – dice – per evadere l’1% delle imposte” comunque versate. “Tra il 2006 e il 2010 ho versato 5,44 miliardi. Nessun gruppo versa tanto” dice Berlusconi sostentendo che nel 2002 gli vengono contestati evasioni per ”4,9 milioni di euro contro i 365 versati dal mio gruppo all’erario” ed analoga è la proporzione nel 2003.

”A Roma la Cassazione mi ha assolto con formula piena sulla stessa materia –  aggiunge – Come mai non si è tenuto conto di questo? Forse il giudice Davossa è molto prevenuto contro di me. O forse in tutto questo si devono trovare delle spiegazioni di natura politica”