Berlusconi torna candidato nel 2013. “Con me il 30%, senza di me il 10%”

Pubblicato il 11 luglio 2012 9:04 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2012 12:51
berlusconi e alfano

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (LaPresse)

MILANO – Silvio Berlusconi scenderà nuovamente in campo, si ricandiderà come premier. La notizia arriva dal Corriere della Sera e, secondo il quotidiano il Cavaliere sarebbe stato spinto alla decisione dai sondaggi. Numeri impietosi che bocciano il Pdl senza Berlusconi e “rimandano” anche il partito guidato da Angelino Alfano a tempi migliori.

Si tratta di sondaggi rigorosamente “privati” e finiti sulla scrivania di Berlusconi che a quel punto, “contro la sua volontà” avrebbe rotto gli indugi e deciso di ripresentarsi in prima persona. Un Pdl senza Berlusconi, infatti, secondo i sondaggi rischierebbe di fermarsi sotto il 10%. Poco meglio farebbe il Pdl formato “diarchia”, con Alfano segretario e premier e Berlusconi presidente: così costruito il partito potrebbe raccogliere il 18%.

Il Pdl vecchio stampo, invece, quello che tra un nome e l’altro ripropone la formula storica di Berlusconi leader e aspirante premier secondo i sondaggi riportati dal Corriere potrebbe addirittura arrivare al 30%. Non è detto che basti a vincere le politiche del 2013 ma certamente il voto di un italiano su tre (astenuti esclusi) sarebbe comunque un fattore chiave, soprattutto in caso di perdurare della crisi e obbligo di eventuale coalizione allargata.

Così, spiega il Corriere, Berlusconi passerà i due mesi estivi (è a Villa Certosa in Sardegna) a studiare il piano per la nuova discesa in campo. “E’ una scelta che non avrei voluto fare ma a cui mi stanno spingendo i sondaggi, centinaia di lettere e di messaggi del popolo dei moderati” avrebbe detto ai suoi. Eppure Berlusconi è pronto a “sacrificarsi” in prima persona per rilanciare un Pdl che oggi appare diviso e preda di troppi personalismi. Resta il problema Alfano: è un segretario “dimezzato” che non mette d’accordo tutto il partito e che spesso, negli incontri più importanti, è affiancato proprio da Berlusconi. E’ successo, solo per fare un esempio, nell’incontro Pdl-Monti che ha preceduto il vertice Ue prima del 28-29 giugno.

Ora: se Berlusconi dovesse davvero tornare il candidato come prenderebbe Alfano la “detronizzazione” subito prima delle elezioni? Di sicuro qualche problema esiste, se non altro perché alla carica di candidato premier, negli ultimi mesi, di nomi ne sono girati diversi: da Daniela Santanchè fino a Matteo Renzi che del Pdl neppure fa parte. Ora torna in auge il nome di Berlusconi. Alfano ha di che essere preoccupato.

Alfano conferma. Ad ogni modo Angelino Alfano conferma la notizia e dice: “C’è un gran movimento di sostegno alla ricandidatura del presidente Berlusconi” e “credo che alla fine lui deciderà di scendere in campo. In tanti – ha detto Alfano – glielo stanno chiedendo ed io sono tra questi. Del resto per chi come lui ha governato in anni così complessi ha ceduto il passo a un nuovo governo tecnico senza mai essere stato battuto in aula e senza avere perso le elezioni, per chi come lui è stato il protagonista di questi anni, credo sia giusto e legittimo chiedere un giudizio al popolo italiano sulla storia di questi anni e su una nuova chance di governo. In tanti glielo stanno chiedendo e credo che alla fine lui deciderà di scendere in campo2”. Glielo stanno chiedendo, ha concluso, “tanti cittadini e tanti del Pdl”.