Berlusconi a cena con gli eletti lombardi tra una canzone e un attacco ai giudici

Pubblicato il 12 Aprile 2011 0:11 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2011 0:16

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

LESMO (MONZA) – Ha parlato di politica ma si e’ anche esibito cantando due canzoni al microfono, il premier Silvio Berlusconi durante la cena del Pdl  tenutasi lunedì sera a villa Gernetto di Lesmo. Dopo aver affrontato i temi di attualità, infatti, verso il termine della cena Berlusconi,secondo quanto riporta l’Ansa, ha introdotto alcuni gruppi musicali e a un certo punto, afferrando il microfono fra una canzone e l’altra, ha cantato anche lui.

Chi ha assistito alla scena descrive un presidente del Consiglio ”molto carico” e in cerca di una situazione estremamente conviviale. Alla cena sono presenti tutti i vertici lombardi del partito (tra cui il governatore Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti), oltre ai ministri La Russa, Gelmini e Rotondi.

Durante la cena, però, non sono mancati gli spunti politici. Toni aspri, nel giorno dell’udienza del processo Mediaset, contro i giudici. Oggi ero in tribunale, avrebbe detto il premier secondo l’Ansa,  mentre dovevo occuparsi di immigrazione e dei mille sbarchi a Tunisi come ho fatto poi nel pomeriggio. E’ da irresponsabili chiedere al presidente del Consiglio di farsi giudicare su fatti inesistenti mentre i giudici dovrebbero dedicarsi totalmente a servire il nostro Paese.

La soluzione, secondo Berlusconi, sarebbe fare come in Francia e cioè quando devi governare governi e poi al termine del mandato vieni processato. Io – avrebbe aggiunto il presidente del Consiglio – non chiedo l’impunità, c’era il Lodo Alfano, ma la Corte lo ha bocciato.

Quindi il premier ha ripetuto gli obiettivi del Governo. Dobbiamo fare le riforme – ha detto secondo l’Ansa –  quella della giustizia, quella dell’impianto costituzionale e quella fiscale. Adesso abbiamo una maggioranza coesa, saremo presto a quota 330 e possiamo fare quelle riforme che Fini e Casini continuavano ad ostacolare impedendone il cammino.

Infine un occhio al Pdl:  “Siamo tutti uniti, anche con Scajola che ho sentito oggi, e tutti insieme con le varie anime che compongono il Pdl siamo e saremo la maggioranza”, ha concluso il premier.