Berlusconi: “Io li fermerò. Giustizialisti e giacobini non vinceranno”

Pubblicato il 13 luglio 2010 15:51 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 16:34

Silvio Berlusconi

Invitare Verdini e Cosentino a farsi da parte? Neanche per idea, non se ne parla nemmeno: la difesa di Berlusconi è ancora una volta l’attacco. Attacco contro il “passato che ritorna”, passato di “giustizialismo giacobino”, cioè di inchieste giudiziarie che smontano i Palazzi della politica. Il presidente del Consiglio in una nota ufficiale dichiara: ”Il clima giacobino e giustizialista nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro Paese non è certo d’aiuto. Ma ancora una volta metterò tutto il mio impegno personale, assieme a quello del Governo e della coalizione da me guidati e legittimati costantemente dal sostegno dei cittadini, per impedire ritorni ad un passato che gli italiani non vogliono più”. Quindi, se le parole del premier hanno un senso, il suo giudizio è che tutte le inchieste in corso siano, come aveva detto ufficiosamente, “montature”.

Bertolaso, Dell’Utri, Brancher, Scajola e quindi Verdini e Cosentino, il “cerchio stretto” intorno a Berlusconi tutto sotto inchiesta. Ma il premier gioca ancora una volta la carta del consenso elettorale e suo personale che lo mette secondo lui al riparo da ogni conseguenza. E altrettanto fa per i “casi politici” oltre che per quelli giudiziari: Fini, i dissensi nel Pdl, il nervosismo degli alleati, le ipotesi di cambio di maggioranza, l’Udc: tutta “vecchia politica”. E la manovra? Giusta ed efficace. Se è un assedio, Berlusconi ha alzato il ponte lavatoio e getta sugli assedianti dagli spalti il solito olio bollente.