Berlusconi: “Ma quale concussione?”. Ecco la testimonianza del funzionario della Questura milanese

Pubblicato il 19 Gennaio 2011 21:01 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2011 21:19

Silvio Berlusconi

Ma quale concussione, non c’è stata alcuna minaccia. Questa in sostanza la difesa che il presidente Berlusconi ha affidato in un messaggio video ai Promotori della Libertà. ”Vi leggo – prosegue il premier nel videomessaggio – le risposte del funzionario al pubblico ministero dove descrive la mia telefonata: ”l’addetto alla sicurezza mi disse: dottore le passo il Presidente del Consiglio perché c’è un problema. Subito dopo il Presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in questura una ragazza di origine nord africana che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak e che un consigliere regionale, la signora Minetti, si sarebbe fatta carico di questa ragazza. La telefonata finì così”. ”Ma vi pare – aggiunge il Cavaliere – che questa possa essere considerata una telefonata di minaccia?

E ora leggiamo il verbale della testimonianza del funzionario, Pietro Ostuni, resa ai pm il 30 ottobre 2010. ”… Intorno alle 23.00/23.15 del 27/5/2010, io ero già a letto, ebbi a ricevere una telefonata sul mio cellulare di servizio… una telefonata da uno degli addetti al servizio di scorta del presidente del Consiglio, Cavaliere Silvio Berlusconi … Per quanto riguarda il contenuto della telefonata si è svolta nel modo seguente: il primo interlocutore era appunto l’addetto alla sicurezza, che mi disse ‘Dottore, le passo il presidente del Consiglio perché c’è un problema’. Subito dopo il presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in Questura una ragazza di origine nord africana, che gli era stata segnalata come nipote di Moubarak (testuale, ndr), e che un Consigliere parlamentare, la signora Minetti, si sarebbe fatta carico di questa ragazza. La telefonata fini così … La parola ‘minore’ non fu pronunziata, anche se era implicito che si trattasse di una minorenne perché si parlò di affido di una persona priva di documenti…”. Il capo di gabinetto prosegue: ”Nel corso della serata ho avuto un paio di contatti, almeno credo, cellulare su cellulare, con il su nominato addetto alla scorta del presidente del Consiglio, E. E., al quale dicevo che la ragazza sarebbe stata rilasciata in quanto si stavano ultimando gli accertamenti, e nell’ultima telefonata l’ho rassicurato dicendogli che la minore veniva affidata al Consigliere parlamentare Minetti, che poi l’indomani mattina ho scoperto essere il Consigliere regionale Nicole Minetti … Ho notiziato immediatamente il Questore di Milano, avvertendolo che avevo ricevuto una telefonata dal Presidente del Consiglio, che mi faceva presente che in Questura si trovava, una ragazza e che era la nipote di Moubarak”. Ostuni conclude così: ”Il Questore ha preso atto di questo, pregandomi di fargli sapere come si evolveva la situazione…”.