Il “sogno” di Berlusconi: una Corte Costituzionale eletta solo dal Parlamento

Pubblicato il 14 Aprile 2010 10:05 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2010 10:05

Una Corte Costituzionale nuova di zecca, preferibilmente basata sul modello tedesco: 16 membri, tutti eletti dal parlamento. E’ questa la riforma istituzionale in testa ai desideri del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Legge elettorale e semipresidenzialismo a parte – due questioni ancora aperte e da “risolvere” al più presto nei sogni del premier – è alla Consulta che Berlusconi vuole metter mano quanto prima.

Le critiche alla Corte Costituzionale. La Consulta è stata, infatti, ultimamente l’oggetto più frequente delle critiche del Cavaliere, in particolare dopo la bocciatura del cosiddetto Lodo Alfano che prevedeva la sospensione del processo penale nei confronti delle più alte cariche dello Stato, dichiarata incostituzionale dall’Alta Corte.

“Appena il nostro governo, che è eletto dal popolo, vara una legge a loro sgradita, la impugnano e la portano davanti alla Corte Costituzionale, che immediatamente la cancella. Loro chiamano tutto questo rispetto delle regole. Invece è l’esatto contrario: è la negazione della democrazia”, aveva commentato Berlusconi, guardando già con interesse, forse, proprio al modello tedesco: 16 membri tutti eletti dal Parlamento, appunto

Il sistema italiano. In Italia la Corte Costituzionale è composta da quindici membri scelti per un terzo dal Parlamento in seduta comune, un terzo dal Capo dello Stato e un terzo votati dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative (cioè da Cassazione e Consiglio di Stato).

Un potere, quello lasciato a toghe e Quirinale che non è certo apprezzato dal Cavaliere. Il suo sogno è chiaro: spostare all’interno della sfera politica la scelta di tutti i supremi giudici, come avviene in Germania, dove sono 16 i membri, tutti eletti dal Parlamento. Quirinale e magistrati rimangono fuori.

Il modello tedesco. In Germania questo sistema viene adottato dal 1951. I membri vengono scelti tra magistrati e professori di diritto. Si tratta di giuristi di acclarata fama, estranei a qualunque presa di posizione politica, e la maggioranza delle leggi viene sottoposta al loro esame. Un modello che offre massima libertà anche  ai cittadini:  tutti, infatti, hanno diritto di fare ricorso alla loro Corte Costituzionale. Dal 1951 al 2009, i giudici costituzionali tedeschi hanno esaminato ben 182.388 cause; 6.508 i procedimenti definiti soltanto lo scorso anno.

Il modello adottato da Berlino prevede però un ulteriore elemento fondamentale: gli otto membri scelti dal Bundestag e quelli nominati dal Bundesrat, devono passare attraverso il vaglio congiunto di maggioranza e opposizione perché entrambe le elezioni devono superare il quorum dei due terzi dei parlamentari. Concertazione quindi, e nessuno strapotere della maggioranza.