“Berlusconi dimettiti”: lo chiedono Mussolini, Wojtyla, Moana…Il Giornale accusa il Pd: “Firme false”. Replica: “Sono i vosti lettori”

Pubblicato il 4 Marzo 2011 9:06 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2011 12:19
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Pier Luigi Bersani

ROMA – Il Giornale accusa il Pd di aver utilizzato firme false per la campagna “Berlusconi dimettiti”, il partito guidato da Bersani respinge le insinuazioni e controaccusa: sono i lettori di Libero e del Giornale ad aver inserito nomi fasulli per delegittimare l’iniziativa. Fatto sta che tra le firme anti-Berlusconi compare persino lo stesso premier.

Il segretario del Partito Democratico aveva scritto affermato di aver raccolto 10 milioni di firme per “mandare a casa il premier”: si sarebbe trattato, secondo lui, di persone che avevano aderito all’iniziativa perché non ne potevano più di Berlusconi e ne chiedevano le dimissioni.

Sul sito del Giornale, però, arriva la possibile spiegazione, in un articolo a firma di Domenico Ferrara: l’anomalia consisterebbe nel mancato controllo dei firmatari, ai quali non viene chiesto alcun documento di riconoscimento. “Abbiamo provato a firmare l’appello anche noi, naturalmente con un nome inventato, convinti che ci venisse subito bloccato l’accesso o richiesto un documento di riconoscimento. Niente di tutto questo, anzi la risposta è stata: “Grazie per aver aderito”. E come per magia, dopo qualche secondo, il nostro falso nome “Francesco Pingitorre”, di Aosta, compare nella lista dei firmatari”.

Quali sono i nomi che hanno fatto gridare allo scandalo i quotidiani diretti da Alessandro Sallusti e Maurizio Belpietro? Firme illustri, come quelle di Benito Mussolini, Fidel Castro, Gheddafi, Moana Pozzi, Himmler, Wojtyla, Vittorio Emanuele di Savoia, Giuseppe Garibaldi e lo stesso Berlusconi, desideroso di aiutare Bersani nell’intento di farlo dimettere.

Ferrara ha anche sottolineato che sul sito allestito per la raccolta-firme c’era stato un errore nei numeri diffusi dal Pd, che in un primo momento aveva annunciato il superamento della quota prefissata (10 milioni) ma aveva inserito online il numero di un milione: “Il trionfalismo di Bersani stona fortemente con quanto viene visualizzato sul sito ufficiale del Pd. In basso a destra, infatti, il proclama recitava: “Abbiamo già raccolto 1.082.076 firme”, poi, quando si sono accorti dell’errore hanno chiuso la pagina e aggiunto lo zero mancante”.