“Berlusconi, dimettiti o stacco la spina”. Fini alza la voce: “Pdl finito, serve un nuovo programma”

Pubblicato il 7 Novembre 2010 14:29 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2010 14:48

Gianfranco Fini

“Berlusconi si dimetta o staccheremo la spina al governo”. Finalmente, alla convention di Futuro e Libertà di Bastia Umbra, Gianfranco Fini ha pronunciato le parole che tutti aspettavano da mesi, da quando fu annunciato lo “strappo” con il Pdl.Il presidente della Camera ha usato parole dure sia con il Pdl (partito “arretrato” che vive “all’ombra della Lega”) sia contro il premier Silvio Berlusconi (“l’Italia non merita questa immagine nel mondo”, ha detto riferendosi ai casi di Pompei e di Ruby). Se il premier non lo farà, Fini ha promesso che gli uomini di Fli attualmente nel governo (il ministro Ronchi, il viceministro Urso, i sottosegretari Menia e Bonfiglio) lasceranno i rispettivi incarichi.

Ora, però, bisognerà vedere se alle parole seguiranno i fatti, perché quello che conta è poi il comportamente in Aula (i finiani hanno già votato a favore del Lodo Alfano bis). A questo proposito, il presidente della Camera ha già messo le mani avanti, affermando che i suoi daranno il voto ai “provvedimenti condivisi”.

Il leader di Fli ha toccato molti punti nevralgici dell’agenda politica del Paese, dal programma di governo alla questione morale, dal federalismo alla crisi economica, fino alla legge elettorale. Ecco i punti principali del suo discorso.

Nuovo patto di legislatura

Secondo Fini “il patto di legislatura è possibile solo se c’è una nuova agenda politica e un patto di governo da qui al 2013. Il patto, non si offfenda Berlusconi, non può essere un compitino in cinque punti che gli scolaretti in Parlamento devono approvare a pena di lesa maestà.

“Nell’agenda servono anche 2 -3 riforme per l’ammodernamento del nostro sistema istituzionale”, ha poi aggiunto il presidente della Camera, ma “prima di tutto va cancellata una legge elettorale che è solo una vergogna”.

Il Pdl è finito

Fini ha spiegato: “Noi non siamo contro Berlusconi, ma siamo oltre il Pdl e oltre Berlusconi, il nostro progetto va oltre. Il Pdl e Berlusconi sono una pagina chiusa. Quella pagina si è chiusa o si sta chiudendo perchè non è stata capace di incarnare desideri e progetti. La grande rivoluzione liberale non si è mai realizzata se non in minima parte”.

“L’Italia non è il Paese dei balocchi che dipinge Berlusconi” – ha aggiunto – “Questo governo non ha il polso del Paese. Non sa quali sono le ansie e i timori degli italiani. Il governo sta galleggiando: tampona le emergenze, ma non ha la rotta. Non ha un progetto per costruire l’Italia di domani. È un governo che vive alla giornata. Il governo non ha preso coscienza che ci sono 4-5 questioni da affrontare, priorità nell’agenda degli italiani, altro che il ddl intercettazioni. Si devono mettere in campo politiche di ripresa. Non si può liquidare tutto parlando di assurde congiure o che c’è il governo del fare. Mi sembra che a volte questo governo del fare sia il governo del fare finta che tutto vada bene senza tenere conto dei problemi della società”.

“C’è – ha spiegato – la necessità di un’altra politica, di superare la fase o si sta di qua o di là. Non è possibile che ogni volta che si parli di cercare momenti condivisi il tutto viene bollato come sinonimo del peggiore inciucio o di truffa agli elettori. Il bipolarismo è un valore, ma finita la campagna elettorale l’altra coalizione non può rimanere il nemico da combattere con un eccesso propaganda e deficit politica”.

Immigrazione e famiglia: attacco a Pdl e Lega

Il leader di Fli ha tirato una stoccata a Pdl e Lega cominciando dai temi di immigrazione e famiglia: “Non c’è in nessuna parte dell’Europa, e lo dico a ragion veduta, un movimento politico come il Pdl che sui diritti civili è così arretrato culturalmente a rimorchio, anche qui, della peggior cultura leghista”.

“Nel nostro manifesto dei valori – ha spiegato Fini – c’è il rispetto per la persona umana con la tutela dei diritti civili di ogni persona umana: senza alcuna distinzione e senza alcuna discriminazione. Rispettare la persona non vuol dire distinguere tra bianchi e neri, tra cristiani, musulmani ed ebrei, tra eterosessuali ed omosessuali, tra cittadini italiani e stranieri. La persona è al centro di qualsiasi cultura politica che voglia creare i presupposti per l’armonia. E la legalità è la condizione essenziale per la liberta”.

Crisi economica

“A Tremonti contestiamo la politica dei tagli lineari”, ha sottolineato Fini che ritiene quella scelta “la migliore modalità per non scegliere dove tagliare e dove invece investire”. Fini ha riconosciuto comunque “merito” al ministro dell’Economia “per la politica di contenimento della spesa”.

Tuttavia per Fini “il ceto medio si sta impoverendo e fa fatica ada arrivare a fine mese. C’è un conflitto generazionale che sta avanzando. Tanti ragazzi hanno capito che quando la loro famiglia non sarà più in condizione per loro ci sarà un grave problema. Questo conflitto è allarmante”.

Questione morale

Per Fini “c’è una sorta di decadimento morale. Sono temi scivolosi, credo che il moralismo sia una delle peggiori attitudini di tanti sepolcri imbiancati, pronti a far la predica e mai a guardare dentro di sè…”.

“Credo che questo decadimento sia la conseguenza della perdita di decoro e rigore di quelli che sono i comportamenti di chi è chiamato a essere di esempio, perchè se si è personaggi pubblici si è obbligati a essere d’esempio”.