Berlusconi e il “piano eversivo”: sarebbe Mario Draghi (Banca d’Italia) il “non eletto democraticamente” che i nemici del premier vorrebbero mettere al suo posto: parola di Cossiga

Pubblicato il 15 giugno 2009 1:24 | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2009 1:24

La teoria di un disegno eversivo sostenuta sabato a Santa Margherita Ligure dal pesidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha trovato un sostenitore e un interprete nell’ex presidente della Repubblica e senatore a vita Francesco Cossiga.

Berlusconi aveva denunciato un “piano eversivo” contro di lui con queste parole: “Costringere un presidente del Consiglio, messo a fare il presidente del Consiglio dal voto degli italiani, volerlo far decadere per mettere un’altra persona non eletta democraticamente, se questo non è eversione ditemi voi che cosa è”.

Intervistato dal Giornale (che appartiene allo stesso Berlusconi per il tramite del fratello Paolo) Cossiga ha detto di essere “certo” che vi sia un progetto eversivo che vuole sostituire il premier Berlusconi con un non eletto e ne fa anche nome e cognome: il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

Nell’intervista al Giornale, Cossiga vede a sostegno di Draghi “un piano trasversale tra il partito di Repubblica, il magnate Murdoch e pure Pierfurby Casini”, il quale, secondo Cossiga, “ha sempre puntato su Draghi in caso di parità elettorale”. Rupert Murdoch avrebbe, secondo il senatore a vita, “il dente avvelenato per la questione del digitale terrestre”, questione “seria” perché solleva “una montagna di denaro”.

Di fronte a questo piano, “Berlusconi fa bene a difendersi”, afferma Cossiga, perché “la prudenza non è mai troppa”. Inoltre l’ex presidente della Repubblica ricorda che “già Scalfaro diede il governo a un non eletto, rimangiandosi la promessa delle elezioni”.

Anche Repubblica, nell’edizione di domenica, riferisce il nome di Draghi come fonte dei peggiori incubi di Berlusconi, il quale si sentirebbe stretto in una tenaglia: lo scandalo che passa per Noemi, le veline e le foto a villa Certosa da una parte e la crisi economica, che non accenna a diminuire nonostante le verniciate di ottimismo di Berlusconi.

Si deve poi ricordare che nella settimana precedente il convegno di Confindustria, erano circolate anche sul web voci di un grande complotto contro Berlusconi.

Un sostegno alla teoria che vede Draghi nel mirino di Berlusconi viene dai giornali dei giorni scorsi, quando Berlusconi aveva attaccato pubblicamente il governatore per la sua visione molto negativa della crisi e dei suoi effetti sulle fasce più deboli degli italiani.