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Berlusconi punta in alto: vuole portare Forza Italia al 30%

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Berlusconi punta in alto: vuole portare Forza Italia al 30%

ROMA – “Abbiamo stabilito con Matteo Salvini e oggi dovrei avere l’accordo con la Meloni di insediare la settimana prossima il tavolo per mettere il sì definitivo sul nostro programma. Su tutte le cose più importanti abbiamo le stesse idee. Poi abbiamo diversità di linguaggio e di tono, ma sulla sostanza siamo sempre stati d’accordo su tutto”. Queste le parole di Silvio Berlusconi, sempre più convinto di ricompattare le fila di un centrodestra molto più sfilacciato di quanto non sembri.

La situazione italiana è molto grave. L’economia non si sviluppa, c’è una alta disoccupazione e un altissimo indice povertà. Davanti a tutto quel che è successo e sta succedendo, ho quindi sentito in me lo stesso senso di responsabilità del ’94. Allora il pericolo erano i comunisti. Oggi sono i grillini e il Movimento Cinque Stelle, sono persone che non hanno in nessun modo la possibilità di guidare il Paese e sono persone invidiose di chi ha, dei ricchi, il loro programma è una programma di pauperisti. Le tasse cui pensano porterebbero alla rovina il nostro Paese. Sono persone che dipendono da un vecchio comico e da un esperto di comunicazione che impongono loro cosa dire. Sono persone invidiose, invidiano chi ha. Di Maio è solo il frontman, il vero presidente del Consiglio sarebbe Piercamillo Davigo che avrebbe stabilito con Grillo il patto di mettere 8 magistrati nel governo. Non so se questa favola sia vera ma confermo in maniera convinta che con i 5 Stelle al governo sarebbe un disastro per la classe media, gli imprenditori e tutta l’Italia”.

Un Berlusconi a tutto campo che dà la sua personale ricetta per risolvere i problemi dell’economia: “Bisogna arrivare a una completa semplificazione dello Stato con una riorganizzazione scientifica di tutti i suoi apparati e le amministrazioni pubbliche. Una flat tax inferiore a tutte le aliquote in vigore adesso che renda più difficile l’evasione e permette di aumentare le entrate dello Stato, abbattere le tasse e alzare le pensioni minime”.

Quello che davvero preoccupa però è il percorso che questo centrodestra deve fare di qui alle elezioni. I malumori interni per decidere chi sarà il leader dello schieramento rischiano di minare un campo già di suo impervio. Il rischio è che si tramuti tutto in una gara tra Salvini e Berlusconi su chi avrà un voto più per potersi autoproclamare capocorrente. Se così sarà davvero rischieranno di non avere un vincitore.

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