La escort Nadia Macrì e il bunga bunga: “Quei bagni nude con Silvio che diceva ‘Ora tocca a te’. E i soldi alle minorenni…”

Pubblicato il 17 Gennaio 2011 19:50 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2011 19:50

Nadia Macrì

Proprio nei giorni in cui impazza il “caso Ruby”, torna a parlare Nadia Macrì, la escort che ha raccontato di incontri sessuali a pagamento con Silvio Berlusconi. Nadia torna a raccontare di quelle notti “infuocate” ad Arcore in un’intervista con Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano. Parla di feste con donne mezze nude, di un presidente immerso in piscina che fa sesso con tutte a turno, “anche con minorenni”, racconta la escort. Parla di buste con soldi per tutte le ragazze, con il proprio nome scritto sopra. E poi racconta della presenza di una “marocchina minorenne”, si pensa a Ruby, con la quale il premier avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento.

Nadia racconta così quelle ‘notti del Bunga bunga’: “Si aprono i cancelli di una residenza da favola. Entro in taxi con Emilio Fede. Lele Mora ci segue in autoblu con giovani e belle ragazze. Mora l’avevo incontrato grazie a un mio amico. Nessun controllo, non ci chiedono neanche i documenti. Iniziamo la cena, scherziamo. Berlusconi parla di politica, ci fa ridere, ci mette a nostro agio. Il dolce, e via. E poi passiamo in una stanza buia, senza finestre, tende chiuse al piano inferiore del salone di Arcore. Sembrava il privé di una discoteca: luci basse, un palo per la lap dance. Noi balliamo, ci spogliamo, ci baciamo. Molte ragazze erano in maschera, si toglievano i vestiti e restavano nude”.

Allora inizia la seconda parte della festa – continua Nadia – In otto, massimo dieci, un gruppo scelto, andavamo con Berlusconi nel centro benessere della villa con piscina di acqua termale e facevamo il bagno nude, e ci baciavamo. (Berlusconi, ndr) ci osservava. Ci diceva: ‘Girati, vieni tu, tocca a te’. Si ritirava in una stanza per i massaggi e una alla volta entravamo per un rapporto sessuale, cinque minuti ciascuna, le più adulte e anche le minorenni”.

C’era una ragazza marocchina – prosegue il racconto – troppo giovane, troppo piccola per me, rimase a seno nudo dopo un balletto, girava ubriaca per le stanze di Arcore. Credo sia Ruby. Non era facile conoscersi, eravamo sempre una ventina (…) A noi interessava essere pagate, anche le minorenni venivano pagate. A fine serata, nel suo ufficio, Berlusconi consegnava buste sigillate con contanti e il nome già scritto. Io ho ricevuto 10 mila euro per due prestazioni sessuali, zero per la prima presentazione ad Arcore. Una minorenne si lamentò con me perché aveva ricevuto solo 2 mila euro”.