“Berlusconi fa propaganda”, le motivazioni dell’Agcom

Pubblicato il 26 Maggio 2011 18:31 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2011 18:32

Silvio Berlusconi

ROMA –  ”Le interviste in questione, ancorché trasmesse nel corso di telegiornali, per le modalità di realizzazione e per gli argomenti trattati, appaiono assumere i tratti distintivi della comunicazione politica anziche’ quelli dell’informazione”. E’ quanto si legge nelle motivazioni delle delibere – notificate oggi a Rai e Mediaset – con le quali la Commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha sanzionato TG1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto per le interviste al premier Silvio Berlusconi, andate in onda venerdi’ scorso.

Le interviste, si legge ancora, ”sono chiaramente caratterizzate, anche per la diffusione in serrata sequenza su cinque telegiornali del prime time della stessa giornata, da elementi di marcata propaganda elettorale con alto grado di risalto mediatico, e con impostazione e andamento dell’esposizione guidata sostanzialmente dall’intervistato rispetto a cui il giornalista ha svolto un ruolo del tutto marginale”.

La Commissione precisa inoltre che ”il riequilibrio con gli altri candidati non potrebbe essere realizzato mediante un ordine che prescrivesse al notiziario di ospitare nei giorni successivi interviste di analogo tenore dei candidati degli schieramenti opposti” e che ”non è posto in discussione il rispetto dell’equilibrio, su base settimanale, dei tempi attribuiti nei telegiornali della testata considerata ai soggetti politici ed istituzionali”.

Nelle controdeduzioni, riportate nella delibera, la Rai sosteneva che la valutazione del rispetto dei principi di pluralismo e imparzialità ”deve essere fatta non con riferimento a singole edizioni dei notiziari, ma in relazione al complesso dell’informazione della Rete considerata, intesa come Testata e programmi di approfondimento ad essa ricondotti” e che, oltre a Berlusconi, ”è stata concessa ampia visibilità, in diverse edizioni dei Tg della Rete alle dichiarazioni e ai commenti di tutti gli altri esponenti politici”.

Mediaset sosteneva invece che ”dopo i giorni di silenzio seguiti ai risultati del primo turno elettorale, l’on. Berlusconi si è dichiarato disponibile a rilasciare interviste ed è quindi, del tutto comprensibile, che i Tg gli abbiano dedicato adeguato spazio. Di violazione della par condicio si potrebbe trattare solo se non ci fosse stato equilibrio verso gli altri soggetti politici”. Inoltre, sottolineava l’azienda, ”le testate, in particolare il Tg4, sono incorse in vari rifiuti da parte di esponenti dell’opposizione di farsi intervistare”. .