Il Cavaliere-fantasma, la nuova linea di Berlusconi

Pubblicato il 15 Luglio 2011 10:07 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2011 10:07

Silvio Berlusconi (foto Lapresse)

ROMA – Il Cavaliere fantasma. Via dalle scene, insolitamente muto, stranamente restio a mostrarsi in pubblico. La nuova linea di Silvio Berlusconi sembra sposare un low profile che poco gli si addice: dopo averci abituato a una costante presenza (sui media più che in parlamento) ora pare essersi dileguato. E dire che in altri tempi in cui gli era stata suggerita la linea della sobiretà non aveva rinunciato alle telefonate. Ai convegni, nelle riunioni dei circoli del partito, in diretta tv nelle trasmissioni delle sue reti. Insomma la parola calata dall’alto fino a ieri era la via sperimentata dal Cavaliere nei periodi di non esposizione.

Ora invece è del tutto eclissato. Non si è presentato al Senato per il voto di fiducia sulla manovra, lasciando sull’agone solo Tremonti. Come dire, non ci metto la faccia su quel provvedimento. Ma l’episodio non è isolato. Ha dato forfait ai funerali del militare ucciso in Afghanistan, lasciato sola la ministra Brambilla in conferenza stampa, rimandato all’ultimo un viaggio a Belgrado. Chiuso a palazzo Grazioli non parla con nessuno o quasi. I più stretti collaboratori lo descrivono anche provato fisicamente. Nel Pdl chiedono notizie, persino il coordinatore La Russa non sa che dire. La linea del silenzio pare suggerita da fido Gianni Letta: in tempi delicatissimi, in cui basta un sussurro per smuovere i mercati, meglio lasciar andare giù il pillolone della manovra sperando che faccia il suo effetto. Berlusconi pare che abbia intravisto mani straniere nella speculazione sui titoli di Stato e su quelle italiane pesa il sospetto che, una volta incassata la manovra, la Lega in primis proceda con la tentazione del governo tecnico.

Il primo ostacolo è il voto sul deputato Alfonso Papa. La Lega è tentata dal dire sì all’arresto in Giunta per le autorizzazioni, soprattutto l’ala di Roberto Maroni. Ma sempre in Giunta la maggioranza spinge per non arrivare al voto (lì ha numeri scarsi) e punta dritta al voto in Aula dove con il voto segreto si spera che il Carroccio si passi una mano sulla coscienza. Berlusconi però sa che la tentazione è il governo tecnico, una prospettiva che rende la Lega protagonista. Bossi ripete da giorni che chiunque voglia andare al posto di Berlusconi deve trattare con il Senatur. Passata la bufera della manovra, la Lega potrebbe decidersi al passo, già dalla prossime settimane.