Governo e la fiducia: Roma blindata, 2-3 mila uomini per la “zona rossa flessibile”

Pubblicato il 13 Dicembre 2010 12:54 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2010 13:41

Duemila, tremila uomini per blindare il centro di Roma, una zona rossa ”flessibile” che può essere estesa o ridotta a seconda delle necessità e dell’atteggiamento dei manifestanti, un attento monitoraggio dell’area dell’antagonismo in partenza per la capitale: a 24 ore dal voto di fiducia, è quasi pronto il dispositivo di sicurezza messo in campo dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza per garantire a tutti il diritto di manifestare ed evitare però qualsiasi episodio di violenza.

In attesa delle ultime decisioni del tavolo tecnico in corso in Questura, che finiranno nell’ordinanza del questore Francesco Tagliente, le principali disposizioni sono già state inviate a prefetti e questori con un circolare con la quale si chiede di monitorare le partenze degli antagonisti che hanno annunciato la loro presenza domani a Roma e di attivare tutti i canali informativi per conoscere le iniziative in atto. L’attenzione e’ alta soprattutto per gli arrivi dal nord est, da Torino, Milano e Napoli.

”Sarà una giornata lunga e pesante” dicono al Dipartimento, sottolineando che per le strade di Roma sfileranno realtà diverse ed eterogenee: da esponenti dei Carc fino agli studenti. Non è dunque escluso che tra tutta questa gente – che ha già annunciato di voler violare la zona rossa – possa infiltrarsi qualcuno intenzionato a cercare lo scontro a tutti i costi, anche se al momento le informazioni arrivate dai servizi segreti non prevedono l’arrivo a Roma di black block.

Il centro di Roma sarà in ogni caso blindato da migliaia di uomini in assetto antisommossa, che presidieranno gli accessi principali e anche le vie interne. Un dispositivo ”non rigido ma flessibile” che consentirà a chi domani dovrà gestire l’ordine pubblico di modificare lo schieramento in corso d’opera, a seconda delle necessità. Molta attenzione sarà inoltre dedicata alla vigilanza degli obiettivi sensibili, che potrebbero essere scelti dai manifestanti come ‘alternativa’ all’assedio ai palazzi del potere.