Berlusconi a Floris: “Io irresistibile, il miglior imprenditore del dopoguerra”

Pubblicato il 6 Febbraio 2013 0:01 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2013 1:23
Silvio Berlusconi a Ballarò (Ansa)

Silvio Berlusconi a Ballarò (Ansa)

ROMA – Tutto in meno di venti minuti. Quelli in cui Silvio Berlusconi si definisce ora “irresistibile”, ora “il miglior imprenditore italiano del dopoguerra”.  Venti minuti in cui racconta a Giovanni Floris che “ora in politica ci sono tanti clown che io non assumerei mai nelle mie aziende”. Il conduttore di Ballarò, però, tiene botta, non si scompone mai e cerca costantemente di riportare Berlusconi su un tema: quello delle cifre. Berlusconi promette rimborsi e tagli di tasse. Floris vuole sapere, e più di qualche volta costringe Berlusconi all’angolo e a cambiare discorso, dove quei soldi verranno presi.

Ospite a Ballarò Berlusconi inizia dal suo ritiro dalla politica, prima annunciato e poi rientrato. E a Floris spiega: “Ero indirizzato a un “tramonto operoso”, avevo una fondazione intitolata a mio padre per costruire ospedali nel mondo, per i bambini. Guido Bertolaso aveva accettato di darmi una mano. Poi stavo aprendo l’università della libertà.  Poi avevo ricominciato a stare vicino al Milan, ma ora dovrò abbandonarlo di nuovo. Anche se è in buone mani”.

Subito dopo, però, è il momento dell’attualità e dei programmi. Berlusconi conferma che non sarà premier ma super ministro dell’Economia:  ”Dopo l’esperienza di dieci anni di governo ho capito che le cose più importanti si fanno partendo dal ministero dell’Economa e dello Sviluppo”. Confermata, quindi, l’idea di accorpare i due ministeri.

Berlusconi, quindi, attacca ancora Mario Monti e la Germania: ‘Siamo in una situazione pericolosissima in una spirale recessiva senza fine colpa della politica austera adottata da questo governo suggerita dalla Germania che applicata ad un’economia debole porta al disastro”.

Floris allora sposta il discorso sull’Imu. Berlusconi spiega: “I soldi per restituire l’Imu agli italiani li prenderemo dai fondi previsti dall’accordo tra Italia e Svizzera per tassare i capitali dei cittadini italiani nelle banche della confederazione elvetica.  Da questo accordo è prevista una prima tranche di 20 miliardi euro, ha spiegato aggiungendo che altri soldi si potranno recuperare dall’extragettito dell’attuale Imu”.   Il Cavaliere ha quindi ricordato che il ministro dell’Economia del suo ultimo governo era contrario all’accordo con la Svizzera.

E’ sul dove trovare le risorse che si consuma lo scontro più aspro tra Berlusconi e Floris. Il conduttore di Ballarò presenta schede e chiede a Berlusconi dove prenderà i soldi  per mantenere le promesse. Berlusconi, tra una battuta che strappa applausi e l’altra, svicola. Floris incalza e manda in onda un servizio che raccoglie i pareri di alcuni esperti che danno un parere implacabile: la ricetta del Pdl è inapplicabile.  “Tutti economisti di sinistra, complimenti!”, commenta Berlusconi.   ”E’ chiaro – ha poi aggiunto – che il nuovo governo dovrebbe tagliare e noi nel primo Cdm toglieremo il finanziamento ai partiti”.

Floris, allora, chiede a Berlusconi perché certe norme Berlusconi non le abbia già fatte quando era al governo: ‘Il premier e il governo – risponde Berlusconi riproponendo un suo vecchio cavallo di battaglia –  devono agire solo con i ddl che quando vanno in Parlamento ritornano dopo 600 giorni, avevamo delle priorità ora c’è l’abitudine di dire che non abbiamo fatto nulla”.

Infine lo scontro si sposta sul Berlusconi imprenditore.  “Io sono il miglior imprenditore dal dopoguerra” dice convinto Berlusconi. “E chi lo dice” replica ridendo Floris.  il Cavaliere risponde con una battuta ironica: ”Tutti. Mi faccia lei un altro nome? De Benedetti?”.

”Uno – aggiunge –  non può essere un imprenditore capace  e poi diventare un incapace a fare il premier. I poveracci prima di me andavano via dopo 11 mesi. Le chiacchiere – prosegue –  sono vuote di significato se uno va al governo e deve discutere con i piccoli alleati che non ci comportano mai da alleati ma fanno solo l’interesse dei loro leader”.