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G20: tutte le esternazioni di Silvio Berlusconi

Pubblicato il 28 Giugno 2010 8:18 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2010 8:33

Silvio Berlusconi

01:12  Berlusconi: “Abbattere il deficit entro il 2016? Ottimistico ma ci credo”

Silvio Berlusconi considera ”ottimistico” l’obiettivo di abbattere il deficit italiano entro il 2016, ma ritiene comunque che quel target sia possibile. ”Per quanto riguarda il risanamento dei conti pubblici, l’obiettivo che ci si e’ dati e’ quello di arrivare a eliminare il deficit di bilancio nel 2016”, esordisce il presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa conclusiva del G20. ”Credo – prosegue il premier – che sia un obiettivo ottimistico, ma sul quale tutti si sono detti pronti a cercare di arrivare e questo traguardo”. Poi, ad un cronista che gli chiedeva perche’ avesse definito questo obiettivo (che nella dichiarazione conclusiva del G20 peraltro non compare) ”ottimistico”, il premier risponde: ”Parlando con il nostro ministro che era gia’ preoccupato di dover arrivare all’obiettivo nel 2016, ho detto ottimistico per fargli una carezza, pero’ penso che si possa raggiungere, o almeno questo e’ il mio pensiero”. A quel punto, interviene Giulio Tremonti, presente anch’egli in conferenza stampa. ”Ma stava parlando del mondo, del G20…”, dice scherzando il ministro dell’Economia. Ma Berlusconi lo interrompe e prosegue: ”Quando si dice che molti paesi anche fuori dall’Europa sono vissuti al di sopra delle proprie possibilita’ si dice la verita’ e quando si dice che questo non puo’ andare avanti a lungo anche questa e’ una verita’. E’ scontata come cosa, quindi io credo che ci dovremo rassegnare a diminuire le nostre spese e a far si’ che la spesa corrisponda alle entrate” E questo, prosegue il premier, ”penso che sia un credo assoluto condiviso da tutte e venti le persone sedute intorno al tavolo”. Poi, ad una domanda su come intenda raggiungere l’obiettivo (presente nella dichiarazione finale del summit di Toronto) di dimezzare il deficit entro il 2013, il Cavaliere replica. ”Lei anticipa un po’ i tempi, adesso mettiamoci di buzzo buono per raggiungere il 3% entro il 2012 come l’Europa giustamente ci ha richiesto e poi diamoci anche l’obiettivo di non avere deficit che credo che, a poco poco, sia raggiungibile”.

00:32 Berlusconi: “Cambieremo modalità del voto all’estero”

Silvio Berlusconi promette di rivedere le modalita’ di voto all’estero entro la fine della legislatura. Rispondendo ad una domanda in proposito nel corso della conferenza stampa conclusiva di Toronto, il presidente del Consiglio ha detto: credo che prima della legislatura questo tema verra’ posto sul tavolo e ne discuteremo”. In ogni caso, ha aggiunto ”penso che sicuramente cambieremo le modalita’ di attuazione del voto”. Il Cavaliere ha sottolineato come si tratti di un ”problema delicato, su un tema che per gli italiani all’estero rappresenta una ”conquista”.

00:19 Manovra, Berlusconi a Regioni: “Doloroso ma stop sprechi”

”Abbiamo messo gli occhi dentro l’amministrazione dello Stato, le regioni, le province e i comuni e ci si e’ accapponata la pelle: E’ chiaro che chi ha la responsabilita’ di governare le regioni difende lo staus quo, perche’ molto spesso si tratta di abolire enti. Il che vuol dire persone che si devono cercare un altro lavoro. E’ sempre difficile e doloroso ma non si puo’ andare avanti cosi’ a sprecare i soldi dei cittadini”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa conclusiva del G20.

21:05 G20, il compromesso rigore-crescita piace a Berlusconi

Il compromesso fra rigoristi e fautori del sostegno alla crescita lascia soddisfatto Silvio Berlusconi. Il modo un po’ ‘democristiano’ in cui i leader del G20 hanno dato un colpo al cerchio del consolidamento di bilancio e ed uno alla botte dello stimolo della ripresa consente alla delegazione italiana di rivendicare la correttezza della politica economica impostata dal governo. E l’assenza nella bozza del documento di riferimenti vincolanti ad una tassa sulle banche o a prelievi sulle transazioni finanziarie, entrambi invisi all’Italia, hanno rafforzato il giudizio positivo sul testo finale. Tanto che il presidente del Consiglio – almeno fino a al pomeriggio – non ha ritenuto di dover parlare durante i lavori plenari del summit poiche’ – spiegano fonti diplomatiche – ”non era necessario intervenire su un testo che ci va bene”. La difesa del rigorismo imposto soprattutto dalla Germania piace a Giulio Tremonti che con la sua manovra da 25 miliardi ha gia’ imboccato quella strada. D’altronde, l’impegno delle economie avanzate a ”dimezzare, come minimo, i disavanzi entro il 2013” risulta in linea con il percorso di risanamento previsto da via XX settembre. E persino il passaggio sul debito, tallone d’Achille dell’Italia, e su quell’impegno a ”stabilizzarlo e ridurlo entro il 2016” non lo impensierisce piu’ di tanto, grazie proprio alla ‘parolina magica’ ”stabilizzare”. Certo, la manovra di ‘sacrifici’ ha lasciato pochi margini a misure di sostegno dell’economia. Ma su questo punto, da tempo, Berlusconi assicura che il governo non soffochera’ la ripresa, ed anzi, non appena possibile, la stimolera’. Un modo per rassicurare (soprattutto gli elettori) che ai sacrifici seguiranno i benefici. Insomma, il compromesso (basato sull’ordine sparso) delle conclusioni coincide con i desiderata del governo: tenere dritta la barra del rigore, senza uccidere nella culla la crescita. Altro motivo di soddisfazione e’ la libera scelta lasciata agli Stati sulla tassazione delle banche e l’assenza di riferimenti all’ipotesi di prelievi sulle transazioni finanziarie. Le prime non hanno mai convinto il Cavaliere, sebbene sul suo tavolo vi siano dei sondaggi che dimostrano come la maggioranza degli italiani sia favorevole a far pagare agli istituti di credito parte dei costi della crisi. Le stesse statistiche, pero’, dicono anche che la maggior parte degli intervistati teme che alla fine le banche si rifacciano sui clienti. Da qui un sostanziale scetticismo sulla misura. Quanto al prelievo sulle transazioni, la posizione di Berlusconi e’ nota: se non trovasse applicazione a livello globale la misura risulterebbe dannosa oltre che inutile, poiche’ non farebbe altro che far migrare i capitali altrove.