Governo, Berlusconi sicuro di durare fino al 2013. Ma è caccia al voto

Pubblicato il 10 Dicembre 2010 20:56 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2010 21:34

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

In un clima nervoso, nei palazzi della politica si compulsa il pallottoliere in vista del match del 14 e 15 sulla fiducia al governo. Ma Silvio Berlusconi inizia la giornata ostentando ottimismo e, in caschetto giallo da operaio, scherza con le maestranze nel cantiere dove inaugura la nuova stazione Tiburtina-Alta velocità.

”Questo è un governo che lavora, che non si lascia prendere dalle temperie delle pazzie politiche che sono in corso – garantisce il premier -. Un governo sicuro di avere dalla sua la stima della maggioranza degli italiani. E che vuole mettere a frutto questi due anni e mezzo che ancora restano alla fine della legislatura”.

Tanto più, come dice in serata il premier intervenendo a due iniziative del Pdl a Brescia e a Bolzano, ”spero ancora in un ravvedimento” dei finiani al momento del voto. Ravvedimento che, prevede il premier, potrebbe giungere sotto forma di astensione: ”Sono sicuro che molti di loro si asterranno – scandisce – anche perché chi voterà contro il governo non sarà mai più alleato del centrodestra”.

E mentre il premier si attende ”un soprassalto di ragionevolezza” (con il capogruppo Fli Italo Bocchino che però ironizza sulle sue capacità di far di conto), ottimista si mostra anche il coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa: ”Il problema della fiducia parlamentare al Governo – assicura – è già stato scavallato”.

Ma Gianfranco Fini, ai ragazzi di una scuola di Isernia, racconta invece un’altra verità: ”Da adesso comincia il calciomercato”, insinua il leader Fli. Una circostanza della quale ha preso ad occuparsi anche la magistratura. La procura di Roma ha infatti aperto due fascicoli sulla compravendita di parlamentari: il primo prende spunto dall’esposto presentato oggi dal leader Idv Antonio Di Pietro, che ha denunciato il corteggiamento di deputati di Italia dei Valori da parte della maggioranza; il secondo è stato aperto già nei giorni scorsi ”sulla base di notizie di stampa”.

Mentre il Pd prepara la sua manifestazione di domani contro il governo a Piazza san Giovanni, il Pdl reagisce indignato alle mosse dei giudici romani e annuncia che presenterà un controesposto ”perché venga fatta luce anche su tutti quei casi in cui sono stati altri partiti ad acquisire i nostri parlamentari”.

”Noi siamo la parte lesa”, scende in campo il Guardasigilli Angelino Alfano, mentre il capogruppo Pdl alla Camera parla di ”un intervento gravissimo, che apre una questione istituzionale molto rilevante, perche’ costituisce una gravissima intromissione nella libera dialettica parlamentare”.

Ma Famiglia Cristiana, settimanale paolino, commenta severa: ”I quotidiani sono pieni di dettagli su questo tariffario, rispetto al quale le mazzette di Tangentopoli sono acqua fresca”.

Intanto, a sera, Berlusconi ribadisce la sua determinazione ad andare avanti incontrando a Palazzo Chigi una delegazione del Ppe guidata dal capogruppo Joseph Daul.

”Mi chiedono di dimettermi ma io non lo faccio, perché se lasciassi sarebbe diserzione e aprire adesso una crisi al buio da irresponsabili – spiega il premier -. Sto facendo di tutto per tenere insieme il governo, serve stabilità e non è il momento di aprire una crisi al buio anche perché c’è l’euro sotto i riflettori degli speculatori e per difenderlo bisogna farlo tutti insieme con governi stabili”.

Un governo tecnico, inoltre, ”non saprebbe fare meglio di quello attuale perché – osserva il Cavaliere – dovrebbe iniziare tutto da capo. Peggio sarebbe un governo dato a chi ha perso le elezioni, invece che a chi le ha vinte”. E’ Franco Frattini a spiegare quale piega potrebbe prendere la situazione politica, se il premier riuscirà a saltare l’asticella del 14.

”Dopo la fiducia si dovrà allargare la maggioranza – preconizza il ministro degli Esteri – si dovrà guardare soprattutto agli amici di Fli, ma anche a quelli dell’Udc”. Frattini è certo che il governo avrà la maggioranza, tanto al Senato quanto alla Camera. E sarà allora il momento di trattare, da una posizione di forza e ”guardando al popolarismo europeo”.

”L’Udc è in una posizione politicamente strana – considera il ministro – Siamo alleati ideali in molte regioni italiane e soprattutto al Parlamento europeo. Siamo membri della famiglia popolare europea a Bruxelles e Strasburgo mentre in Italia siamo avversari politici. E’ una curiosità politica che potremmo correggere”.