Berlusconi in Brasile da Lula: affari per 10 miliardi di euro

Pubblicato il 28 Giugno 2010 18:59 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2010 20:11

berlusconiSessanta imprenditori al seguito, ottanta aziende rappresentate, un giro d’affari quantificabile in oltre 10 miliardi di euro. Sono solo alcuni dei numeri della vera e propria missione di sistema guidata da Silvio Berlusconi, arrivato oggi a San Paolo, in Brasile, per una visita di due giorni tutta orientata nel segno del business. Dopo le ‘fatiche’ canadesi del G8 e G20, mentre in Italia ancora infuriano le polemiche su Brancher e si attende con il fiato sospeso la decisione dei giudici di Palermo sul processo Dell’Utri, il premier prosegue nella sua fitta agenda internazionale, sbarcando in un Paese che Luiz Inacio Lula da Silva negli ultimi anni è riuscito miracolosamente a plasmare in un gigante politico e soprattutto in una superpotenza economica, baciata da ritmi di sviluppo ‘cinesi’.

Gia’ nel pomeriggio brasiliano (notte in Italia), Berlusconi si tufferà nel mare di opportunità che si apre per le nostre imprese incontrando a Palazzo Italia gli imprenditori italiani che operano da queste parti. Mentre domani mattina, il Cavaliere ha in agenda il colloquio con Lula, assieme al quale partecipera’ ad un business council italo-brasiliano alla Fiesp, la ‘Confindustria’ di San Paolo, cuore pulsante del sistema economico e finanziario brasiliano.

Tantissima la carne al fuoco. Il piatto forte lo stanno cucinando Fincantieri e Finmeccanica, in pista per alcune commesse di fregate, pattugliatori e sistemi satellitari ad alta tecnologia per il controllo delle coste e dei giacimenti petroliferi stimate in oltre 6 miliardi di euro. Non e’ un caso poi se tra la delegazione imprenditoriale al seguito di Berlusconi e del vice ministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso ci sara’ anche Mauro Moretti, appena confermato ad delle Ferrovie dello Stato, pronte a inserirsi nel progetto brasiliano dell’alta velocita’ ferroviaria tra Rio, San Paolo e Campinas. Attesa poi, durante la visita del premier, la firma di un accordo – stavolta sara’ la Piaggio a beneficiarne – per la creazione di un polo industriale delle due ruote a Manaus, nell’Amazzonia sud-occidentale, cui il governo brasiliano concedera’ incentivi fiscali che abbatteranno le spese fino al 40%.

Opportunità per rafforzare la presenza si aprono anche per quei ‘big’ dell’industria e dei servizi italiani che gia’ operano nel mercato brasiliano, da Fiat (azienda leader del settore auto con un quarto del mercato e oltre il 40% delle macchine agricole) a Pirelli, da Telecom a Impregilo a Saipem, fino naturalmente a Eni, interessata alla recente scoperta di ricchi giacimenti petroliferi off-shore. La ‘cornice politica’ per spianare la strada alle intese economiche Berlusconi e Lula l’hanno gia’ disegnata lo scorso aprile, quando a Washington firmarono un prezioso accordo di partenariato strategico tra i due Paesi.

Sullo sfondo della visita del Cavaliere resta comunque il caso Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac) condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni ’70 e per il quale Roma chiede da tempo l’estradizione. La Corte Suprema brasiliana di recente ha ribaltato la decisione dell’ex ministro della Giustizia Tarso Genro di concedere all’ex militante dei Pac un controverso asilo politico. Per i giudici brasiliani, che hanno dato il via libera all’estradizione, non c’erano i presupposti per concedergli asilo.

Ora l’ultima parola spetta a Lula, che in scadenza di mandato (il 3 ottobre si vota) potrebbe anche non decidere e lasciare la ‘patata bollente’ nelle mani del successore. Probabilmente, stando ai sondaggi, l’ex guerrigliera Dilma Rousseff (sempre del Pt, il partito del presidente), che sembra piu’ disposta di Lula a riconsegnare Battisti all’Italia.

Il Cavaliere: grandi possibilità per le imprese italiane. In Brasile si apre tutta una serie di possibilità per le nostre imprese in tutti i settori ed in primis in quello delle infrastrutture”. Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi arrivando oggi a San Paolo per una visita di due giorni.

Il presidente del Consiglio ha ricordato che ”c’è l’importante progetto dell’alta velocita’ ferroviaria tra Rio e San Paolo: noi siamo reduci dalla realizzazione della nostra Alta velocita’ e questo e’ solo uno dei tanti programmi grazie ai quali le imprese italiane potrebbero trovare modo di lavorare in Brasile”.

”Qui – ha aggiunto ancora Berlusconi – ci sono gia’ importanti imprese italiane come Telecom e la Fiat che sono ai primi posti dei loro settori”. Insomma, Berlusconi, rispondendo ai cronisti, si e’ detto tutt’altro che invidioso bensi’, ammirato”: ”E’ un paese protagonista dell’economia mondiale, la nona economia al mondo, il primo paese produttore di carne e soia e di altri prodotti”.

Eliminati gli azzurri dai mondiali, Silvio Berlusconi tifa per il Brasile. ”Speriamo che vinca – dice ai cronisti arrivando a San Paolo riguardo la partita di oggi tra la nazionale verde oro ed il Cile -, naturalmente lo dico essendo qui ma anche se non fossi qui tiferei il Brasile, anche perche’ credo che in campo ci sia anche Kaka’…”. Nella patria del calcio, Berlusconi confessa di essere noto qui soprattutto come presidente del Milan, perche’ nel Milan ha giocato un’intera nazionale brasiliana”.

“Con Lula ci capiamo al volo”. Il premier poi ha sottolineato la forte intesa con il presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva. ”A Lula – ha detto il premier arrivando all’albergo che lo ospita vicino la Avenida Paulista – mi sento assolutamente vicino perche’, pur essendo la mia provenienza assolutamente diversa, siamo fatti allo stesso modo ed infatti ci siamo capiti bene subito, sin dall’inizio. Lui – e’ stato l’elogio di Berlusconi – ha fatto un grandissimo lavoro per il suo Paese. Ora per la successione c’e’ un’ottima candidata, ma credo che avra’ la possibilita’ di tornare alla presidenza fra 4 anni”. Il Cavaliere ha ricordato inoltre di essere ”particolarmente legato al Brasile per tanti versi”: ”sono stato diverse volte qui ed in questo Paese ho avuto molte frequentazioni”.