Berlusconi incontra Bertone e rispolvera le “radici cristiane” dell’Europa

Pubblicato il 8 Ottobre 2009 14:39 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2009 14:39

Berlusconi e il cardinal Bertone inaugurano la mostra

La bocciatura del Lodo Alfano era appena arrivata quando Silvio Berlusconi ha lasciato palazzo Grazioli per dirigersi a Piazza Venezia. Sul posto, lo aspettava il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.

L’appuntamento tra i due, era in programma da tempo, per visitare  la mostra, allestita nel palazzo romano, dedicata a pittori come Tiziano, Caravaggio, Van Eyck e Mantegna. Un allestimento dal titolo che sembrava tagliato apposta per i due visitatori d’eccezione, Berlusconi e Bertone: “Il potere e la grazia”.

E il premier, nonostante il nervosismo per la bocciatura del Lodo, ha parlato di altro: la mostra, infatti, era un’occasione troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire per riannodare i fili del dialogo con la Chiesa, sfibrati dalle recenti polemiche sul caso Boffo.

Così, con un autentico gioco di prestigio, Caravaggio e gli altri sono diventati, per il premier, un modo per rispolverare la questione delle radici cristiane dell’Europa. Collegamento un po’ labile ma d’effetto:  questa raccolta di opere mostra «una cosa ineludibile, le radici cristiane dell’Europa che abbiamo fatto di tutto perchè fossero inserite nella Costituzione Europea ma qualche laicone ce l’ha impedito». Insomma, il Governo del consenso della Chiesa ha bisogno, ed è pronto a mettere sul piatto qualcosa, magari in termini di legge sul fine vita.

Che poco più avanti Bertone nel suo discorso abbia tirato in ballo la famiglia – «bisogna consacrargli le migliori energie» – che  non proprio un punto di forza della vicenda biografico-politica del Cavaliere, conta meno. I due, infatti, finita la visita alla mostra, hanno avuto un colloquio di circa un quarto d’ora.  Difficile che si sia parlato, alla luce delle affermazioni del premier, di Lodo Alfano.