“Silvio Draquila, il vampiro dell’Aquila” nel nuovo docu-film della Guzzanti

Pubblicato il 7 Aprile 2010 17:55 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2010 17:58

sabina guzzanti

«Era appena arrivata la primavera del 2009, era una giornata di m… come tante altre. La magistratura continuava a stargli alle calcagna, nei sondaggi era in caduta libera… Ma ecco che, alle 3.32 del 6 aprile, un terremoto devasta una città. E per il Cavaliere è come se Dio gli avesse teso ancora una volta la mano».

Comincia così il nuovo docufilm di Sabina Guzzanti, che torna alla regia cinque anni dopo il successo di “Viva Zapatero”. La miscela è esplosiva come suggerisce il titolo: Draquila – L’Italia che trema. Ancora una volta Berlusconi e gli scandali, conditi però da una scenografia particolare: il terremoto del 6 aprile che devastò l’Aquila.

Nei due minuti e 13 secondi di trailer, che Sabina ha messo online ieri, gli elementi per sbancare al botteghino ci sono tutti: il “premier-draquila” che si divide tra la visibilità mondiale della catastrofe in Abruzzo e gli scandali, in primis quello della Protezione civile.

Satira in presa diretta in cui l’autrice racconta il nostro Paese nel suo personalissimo modo. Le immagini delle macerie e del dolore alternate alle citazioni dello strapotere della Protezione civile di Guido Bertolaso. Il sisma che si rivela un’occasione imperdibile, per il premier e per i suoi amici, di  risalire la china della popolarità e stringere nuovi affari. La pellicola sbarcherà nei cinema italiani il 7 maggio. Il docufilm si chiude con l’ormai celebre intercettazione dei due imprenditori che esprimono tutta la loro felicità per gli affari che vedono profilarsi all’orizzonte: «Io ridevo stamattina alle tre e mezza dentro al letto».

Draquila è una sorta di work in progress – come sottolinea Sabina sul sito del film – a cui la community web ha partecipato attivamente. Anche il titolo è stato scelto via Internet. Così, spiega la comica-regista, «la settima arte si arricchisce di una dimensione nuova. È il cinema a 4D: dove D sta per democrazia».