Berlusconi show al suo compleanno: “Magistratura associazione a delinquere. Ho una ragazza al giorno”

Pubblicato il 1 ottobre 2010 9:59 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2010 12:28

“Ci sarebbe da chiedere una commissione parlamentare che faccia nomi e cognomi e dica se, come credo io, c’è una associazione a delinquere nella magistratura”. Il giorno del suo compleanno, il 29 settembre, Silvio Berlusconi, uscito dalla Camera per andare a Palazzo Grazioli, ha incontrato per strada un gruppo di giovani del Pdl. Un’occasione per parlare un po’ di tutto, a ruota libera. Attaccare la magistratura, Santoro, raccontare una barzelletta, il solito Berlusconi insomma. Ecco le dichiarazioni del premier a tutto tondo:

Sui giornali. “Vedete… si formano tante leggende metropolitane… io sono costretto ogni giorno a smentire attraverso Bonaiuti, che ormai si è rincoglionito su questo fatto, e tutte le mattine devo dire che le affermazioni riferite al presidente del Consiglio e riportate sui giornali sono tutte false. Io ho contro la sinistra, il centro, i giornaloni, i giudici… Tu sei un giudice? (rivolto ad una della persone che ha davanti, risate)… E poi sui giudici voglio dirvi una cosa, affinché abbiate la consapevolezza di ciò che succede…”.

Una associazione a delinquere dentro la magistratura. “C’è un processo, il processo Mills, che è tutta una barzelletta. Il pm di Milano, De Pasquale, che è quello che ha attaccato Craxi, fatto morire Cagliari (Gabriele, ndr), visto che il processo sta arrivando alla prescrizione si è inventato la seguente storia: il reato di corruzione c’è quando il corruttore dà i soldi al corrotto. Ma per lui no, si è inventato che c’è il reato di corruzione soltanto quando il corrotto comincia a spendere i soldi. Per cui se il corrotto è uno che risparmia, il reato non è stato consumato… la cosa drammatica e tragica è che tre diversi collegi, primo grado, secondo grado, appello e Cassazione, hanno asseverato questa tesi, dimostrando quindi che c’è un accordo tra i giudici di sinistra che vuol sovvertire il risultato elettorale, e che attraverso questo accordo, questa interpretazione assurda della giustizia, vogliono eliminare colui che è stato eletto… quindi c’è un macigno sul nostro sistema democratico, che è costituito da questa organizzazione interna… ci sarebbe da chiedere una commissione parlamentare che faccia nomi e cognomi e dica se, come credo io, c’è una associazione a delinquere nella magistratura”.

In Italia comandano i pm. “Quando esce una legge che al pm non va, lui la impugna e la porta all’attenzione della Costituzionale e la Corte la abroga. Ad esempio, noi facemmo una legge in base alla quale un cittadino italiano sottoposto a un processo, quando veniva giudicato innocente, non poteva essere più chiamato in appello per lo stesso reato. Per i giudici invece è prassi farlo, perché al pm magari quella persona sta antipatica, oppure ha un pregiudizio politico. Ma se per i giudici è un mestiere, e sono pagati per quello, per un cittadino è la rovina, sia dal punto di vista familiare che economico. La nostra era la legge più giusta e il 90% dei cittadini era d’ accordo, e l’hanno abrogata i giudici della Corte Costituzionale. E allora ditemi: in che mani è la sovranità del Paese? E’ nelle mani dei pm di sinistra. Scrutate il cielo perché ci sono gli angeli che stanno certamente vegliando su di noi e ci difendono dai giudici”.

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Tv devastante. “Quando accendo la televisione, alla sera, è una cosa devastante. A parte che adesso è ricominciato AnnoZero (brusio di disapprovazione)… non c’è alcun contraddittorio”.

I problemi nel Pdl e i sagrestani della politica. “Questi che vengono fuori dalle sagrestie della politica, che hanno nella attività politica l’unica loro professione, hanno bisogno dei partiti così come delle imprese proprie, per avere i soldi dei gruppi in Parlamento, i soldi dello Stato per le elezioni, i finanziamenti… hanno bisogno di un giornale attraverso cui raccogliere i soldi… sono veri e propri imprenditori della politica”.

La barzelletta sugli ebrei. “Un ebreo racconta a un suo familiare… Ai tempi dei campi di sterminio un nostro connazionale venne da noi e chiese alla nostra famiglia di nasconderlo, e noi lo accogliemmo. Lo mettemmo in cantina, lo abbiamo curato, però gli abbiamo fatto pagare una diaria… E quanto era, in moneta attuale? Tremila euro… Al mese? No al giorno… Ah, però… Bè, siamo ebrei, e poi ha pagato perché aveva i soldi, quindi lasciami in pace… Scusa un’ultima domanda… tu pensi che glielo dobbiamo dire che Hitler è morto e che la guerra è finita?… Carina eh?”.

Una ragazza al giorno. “Io colleziono una storiella al giorno… e anche una ragazza al giorno”.