Inchiesta su Dell’Utri. Berlusconi sentito dai pm in trasferta a Roma

Pubblicato il 5 settembre 2012 19:02 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2012 20:20
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Lapresse)

ROMA –  Chiusi per tre ore nella caserma della Guardia di Finanza di via dell’Olmata a Roma, i pm di Palermo hanno ascoltato Silvio Berlusconi come testimone di una presunta estorsione ai suoi danni compiuta dal sen. Marcello Dell’Utri. Berlusconi è poi rientrato a palazzo Grazioli con i suoi legali Niccolò Ghedini e Luigi Longo.

I pm di Palermo hanno citato a comparire l’ex premier per tre volte. Le prime due ha opposto impegni istituzionali, la terza il suo legale, l’avvocato Nicolò Ghedini ha eccepito l’incompetenza della Procura sull’indagine e la veste in cui sentire Berlusconi. Le eccezioni sono state respinte dalla Procura che ha dato all’ex presidente del Consiglio 10 giorni per presentarsi a Palermo a spiegare perché in 10 anni ha dato a Marcello Dell’Utri oltre 40 milioni di euro. Il termine sarebbe scaduto oggi, 5 settembre.

Dopo lunghe trattative la Procura ha acconsentito alla proposta fatta dai legali di Berlusconi di andare a Roma a sentire l’ex premier: decisione sofferta che ha spaccato il pool di pm che indaga sulla presunta estorsione. Nino Di Matteo e Francesco Del Bene, due dei sostituti titolari del caso, non sarebbero stati d’accordo a spostarsi nella Capitale e avrebbero ribadito la necessità che fosse Berlusconi ad andare a Palermo. Secondo indiscrezioni, il procuratore Francesco Messineo, che ha personalmente ‘trattato’ con l’avvocato Nicolò Ghedini la questione, avrebbe scelto di portare all’interrogatorio i pm più anziani: l’aggiunto Antonio Ingroia e Lia Sava.

Gli avvocati Longo e Ghedini, in una nota spiegano che sulla vicenda Dell’Utri il “Presidente Berlusconi ha chiarito compiutamente tutti gli aspetti della vicenda. Quali difensori della persona offesa, abbiamo provveduto al deposito di idonea documentazione a ulteriore comprova delle dichiarazioni rese”. “Ancorché – si legge ancora nella nota – fosse pendente avanti il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione la questione di competenza territoriale, e potendosi quindi ragionevolmente attenderne l’esito che interverra’ entro pochi giorni, il Presidente Silvio Berlusconi ha reso oggi a Roma la testimonianza che gli era stata richiesta dalla Procura di Palermo”.

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