Destra: puttane. Sinistra: trans, ma la vera storia è quella di un paese perduto

Pubblicato il 27 Ottobre 2009 16:51 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2009 7:15

Alla destra piacciono le puttane, alla sinistra i trans: questo è quel che dice la gente che così riassume l’estate calda di Berlusconi e l’autunno livido di Marrazzo. Alla gente piace chiamarsi fuori e mettersi in posizione da poter distribuire un rimprovero un po’ complice al capo del governo e un disprezzo un po’ pietoso all’ormai ex presidente della Regione Lazio. Non piace invece alla gente sentirsi dire che non è questione di puttane e di trans. Costa fatica, fatica di pensarci sopra e soprattutto di scoprire che fanno quel che fanno perché fuori dalla norma non sono solo “loro”, ma in maniera anormale ormai “normalmente” viviamo noi, la gente.

Non è questione di puttane e trans, è questione di uomini. Uomini troppo “grandi” e troppo “piccoli” rispetto alle dimensioni possibili delle istituzioni, di un paese, perfino di una tribù che possa definirsi civile. Partiamo dal piccolo uomo, da Piero Marrazzo. Piccolo uomo non certo per quella che lui chiama la sua «debolezza privata», la passione per i trans. Piccolo perché, quando viene scoperto e ricattato, implora pietà: «Non mi rovinate, vi ricompenserò». Piccolo perché mente in maniera peggio che puerile e nelle sue bugie si incarta: «È una bufala, il video non esiste». Il video che lui sta cercando di ricomprare.

Piccolo uomo che si illude di cavarsela grazie all’aiuto dell’uomo “grande”, di Berlusconi che lo guida e gli offre delle “dritte” su come “ritirare dal mercato” il video e il ricatto. Piccolo uomo perché, quando già tutto è avvenuto, quando già molti sanno, quando Berlusconi gli ha già telefonato per dirgli che sa e che lo aiuterà, pensa di ricandidarsi alle elezioni. Ve lo immaginate questo Marrazzo candidato ed eventualmente rieletto che sobbalza ad ogni trillo di telefono… E se fosse Berlusconi che ci ha ripensato? E se è Berlusconi che ha bisogno di un favore dopo quello grande che gli ha reso? Solo un piccolo uomo può infilarsi in un buco così stretto.

Un piccolo uomo che a suo tempo la demagogia «dell’uomo nuovo e fuori dai partiti» ha devastantemente promosso a politico che si occupa della cosa pubblica. No, la sinistra non ha il debole per i trans, ma è afflitta da una debolezza molto più dannosa per se stessa e per tutto il paese: questa stolta passione per i “quaquaraqua” della società cosiddetta civile che con la loro provenienza “dalle professioni” purificano la politica dal suo peccato originale. L’incredibile non è un Marrazzo che vada a trans, l’incredibile è che nessuno abbia avuto il ruolo, il compito e l’autorevolezza per impedire che ad un uomo così piccolo fosse consegnato un così grande potere.

L’incredibile è il meccanismo, accettato anzi esaltato a sinistra, anche e soprattutto dalla gente di sinistra per cui al candidato, all’assessore, al deputato, al senatore non si chiede di essere ceto dirigente. Se Marrazzo avesse avuto la semplice nozione di appartenere al ceto dirigente e non solo alla casta dei potenti sarebbe sì andato a trans, ma non avrebbe chiesto pietà ai ricattatori e aiuto a Berlusconi.

E veniamo all’uomo “grande”, troppo grande per le limitate regole connotati della vita pubblica nel mondo occidentale. Vita pubblica, non privata. A puttane e dintorni ci sono andati nella storia altri leader di altri paesi. Ma mai nessun capo di governo ha saputo, come editore e padrone di giornali e tv, che un suo avversario lo poteva “tenere per le palle” grazie a un video che era in possesso delle sue redazioni e dei suoi giornalisti.

Berlusconi ha potuto scegliere: rovinarlo subito, tenere in frigo la polpetta, legare Marrazzo a se stesso con un patto che solo l’amara e involontaria ironia di qualche cronaca ha definito «tra gentiluomini». E che un capo di governo e capo di partito possa cucinarsi a fuoco alto o lento un avversario politico grazie ai suoi giornali e tv appare alla gente d’Italia tutto sommato normale e scontato. Da chi vanno i ricattatori a provare a vendere il video? Vanno ai giornali e alle tv di Berlusconi. A chi telefonano i direttori di quei giornali e di quelle tv? A Berlusconi.

Berlusconi il misericordioso non infierisce, non spara il colpo di grazia, lo tiene in canna. E fa di più: consiglia Marrazzo sul come e attraverso chi farla franca. Aggiunge che lui terrà il segreto, ci mancherebbe… Un grande uomo, uno normale sarebbe stato informato dal ministro degli Interni, a sua volta informato dalla polizia. Uno normale avrebbe espresso solidarietà umana e avrebbe aggiunto che lui, come capo del governo, non si sostituiva alla polizia e alla magistratura. Uno normale avrebbe detto che lui come capo del governo non dà ordini e disposizioni a giornali e tv. Uno normale, un normale uomo del ceto dirigente avrebbe detto, se chiamato e non chiamando al telefono: «Caro Marrazzo, la sua posizione è insostenibile, si dimetta. Comunque non chieda a me, si assuma le sue responsabilità».

Ma Berlusconi è uomo troppo grande per queste piccole regole civili della democrazia, rispetto alla sua stazza la misura, l’abito del ceto dirigente gli sta stretto come quello di un nano. No, la destra non ha la passione per le puttane, ne ha una assai peggiore, quella per il “maschio alfa”, il capo padrone.

E la gente? Si consola pensando che sia storia di puttane e di trans…