Berlusconi da Santoro, le 10 regole di Aldo Grasso: “No a monologhi e claque”

Pubblicato il 10 Gennaio 2013 8:52 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2013 8:54
Berlusconi da Santoro, le 10 regole di Aldo Grasso: "No a monologhi e claque"

Berlusconi da Santoro, le 10 regole di Aldo Grasso: “No a monologhi e claque”

ROMA – Sono due prime donne, dovranno convivere per qualche ora davanti ai telespettatori, uno facendo domande l’altro rispondendo. Silvio Berlusconi e Michele Santoro, l’incontro impensabile fino a poco fa, andrà in onda giovedì sera su La7 in prima serata. Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, scrive 10 regole per entrambi per evitare che un atteso dibattito politico si trasformi in una rissa:

1 Silvio Berlusconi e Michele Santoro devono evitare di fare i martiri, di giocare a chi è più vittima della cattiveria altrui. In quanto «unti del Signore» – l’uno per governare, l’altro per informare – sono campioni di vittimismo, di quel particolare genere che a Napoli chiamano «chiagne e fotte».

2 No ai monologhi spacciati come scambio di opinioni. Le domande siano brevi e non un comizio, le risposte pertinenti e non un soliloquio. Dopo tre minuti Berlusconi va comunque interrotto: la sua tecnica, infatti, consiste nell’ubriacare l’ascoltatore, come sanno fare i bravi venditori. La scusa del «mi lasci finire il ragionamento» non vale.

3 Quanto a Marco Travaglio è importante che separi le carriere: intervenga come giornalista e non come pubblico ministero. Nel prendere di mira i potenti del Regime, è diventato il nemico pubblico numero uno del Tiranno e l’erede ultimo del Giustizialismo. Fair play.

4 È severamente proibito abbandonare lo studio o anche solo minacciare di farlo. Berlusconi ha accettato di farsi ospitare da Santoro perché pensa di «fregarlo», di trarne vantaggio; dunque resti, usque ad finem , fino alla fine o fino al termine estremo (di sopportazione).

5 Le parole proibite: durante la serata bisogna evitare di pronunciare parole trite del repertorio berlusconiano o santoriano, tipo «mi consenta», «comunista», «toghe rosse», «giudichesse», «piazza», «gente», «par condicio», «resa dei conti»…

6 Evitare ogni tipo di claque, non siamo né a teatro né allo stadio. Basta con il manuale Cencelli degli ospiti! Basta con gli ultras assiepati sugli spalti. Sarebbe molto apprezzata un’intera trasmissione senza applausi.

7Berlusconi non deve mai far presente a Michele Santoro che, in anni passati, è stato suo dipendente godendo di ogni libertà di informazione.

8 Santoro non deve mai cedere all’autoreferenzialità: parlare, per esempio, di libertà di informazione, facendoci credere di esserne l’unico titolare.

9 A volte servilismo e ribellismo sono le due facce della stessa medaglia. Evitare nel modo più assoluto di fare la parte in commedia.

10 Cancellare l’editto bulgaro. Negli ultimi anni, dopo i noti fatti, Berlusconi si è sempre rifiutato sprezzantemente di concedere un’intervista a Enzo Biagi. Un gesto che non gli ha fatto onore. Adesso va ospite da Santoro. Per chiudere la brutta storia, non resta che affidare una prima serata a Luttazzi. Su Mediaset, ovviamente.