Berlusconi si appella direttamente al popolo, imita Hugo Chavez e minaccia il ricorso all’iniziativa popolare per leggi che già sono proposte al Parlamento. Accusa di Anna Finocchiaro

Pubblicato il 26 maggio 2009 20:12 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2009 1:01

La deriva autoritaria che sembra travolgere il sempre meno liberale Silvio Berlusconi ha trovato una conferma nella giornata di martedì per merito del presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro.

Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, negli ultimi tempi ha fatto più volte il verso, nel suo populismo a cavallo tra la destra autoritaria e la sinistra populista e demagogica, all’affascinante modello contemporaneo di Hugo Chavez. Coerente con questa linea ha minacciato di ricorrere a una iniziativa di legge popolare per ridurre il numero dei parlamentari: troppa gente inutile, l’opposizione non serve, la democrazia è bella ma impedisce di governare sono i motivi conduttori della colonna sonora di Berlusconi.

Ora si scopre che presso gli uffici di presidenza delle due Camere esistono già, e da tempo, disegni di legge analoghi, presentati da deputati e senatori dei due schieramenti.

La notizia, diffusa martedì dalla Finocchiaro, getta un’ombra inquietante sui propositi di Berlusconi: fa pensare alla scelta di umiliare il Parlamento, rivolgendosi direttamente ai cittadini per la prerogativa fondamentale di Camera e Senat, quella di proporre le leggi. Nell’ipotesi più benevola, delude il livello di informazione del presidente del Consiglio sull’attività parlamentare. Anche se è vero che essere informato di cosa bolle in pentola alla Camera o al Senato è in fondo irrilevante per uno che nei toni echeggia un’altra frase famosa quanto offensiva verso il Parlamento: “Faro di quest’aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli».

Anna Finocchiaro ha posto il tema parlando di «una questione politica preliminare» per il suo partito, il Pd e ha minacciato anche una specie di Aventino «Noi non voteremo più nessun calendario fino a quando la questione non verrà posta all’ordine del giorno dell’aula», in particolare iscrivendo nel calendario dei lavori «subito il disegno di legge Zanda sulla riduzione del numero dei parlamentari».

Zanda, che è vice presidente dei senatori del Pd è anche firmatario di un disegno dei legge sulla riduzione del numero dei parlamentari.  Secondo la Finocchiaro il disegno di legge di Zanda, con quelli degli altri  partiti, dovrebbero essere esaminati entro la prima metà di giugno.

D’altra parte, ha aggiunto Finocchiaro, «se la questione e’ rilevante per il Pd,  non credo che sia meno rilevante per il Pdl, visto che addirittura il presidente del Consiglio pensa di ricorrere ad una legge di iniziativa popolare e di raccogliere le firme per discutere esattamente di cio’ che gia’ e’ presente in Parlamento».