Berlusconi: “Monti ha avuto più poteri del fascismo”

Pubblicato il 18 gennaio 2013 23:40 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2013 23:47

Berlusconi a Italia Domanda (Ansa)

ROMA – Mario Monti che ha avuto “più poteri di quelli del fascimo”, i tecnici che hanno portato l’Italia “al disastro”, e Pierferdiando Casini attento alla “sua” famiglia. Silvio Berlusconi ripete lo show, con tanto di annuncio di abolizione dell’Imu e torna all’attacco del presidente del Consiglio.

Nella serata di venerdì Berlusconi gioca “in casa”, ospite a “Italia Domanda” su Canale 5. Gioca talmente in casa che, mentre la trasmissione è ancora in corso, il video di un servizio realizzato da Barbara Parodi fa discutere il web: uno “spot”, la accusa.

Berlusconi, però, ha soprattutto i tecnici nel mirino. E affonda:  ”Il governo Monti ha agito con maggiori poteri di quello fascista. Ha usato il decreto legge anche per cose ordinarie”. Quindi ricorda la sua promessa di abolire l’Imu e quando gli viene ricordato che il Pdl l’ha votata spiega: “Noi siamo stati costretti a votare questo provvedimento per non far cadere il governo dopo qualche giorno dal suo insediamento”.

Il Cavaliere non risparmia i suoi ex alleati. Sprezzante con Fini: ”Se ne andò per fondare un piccolissimo partito, che raggiunge a malapena l’uno per cento. Un suicidio politico, dietro la promessa di diventare premier di una maggioranza di centrosinistra”. Caustico con Casini: ”Casini è coerente su una cosa: l’attenzione alla famiglia. Tanto e’ vero che nelle sua liste ha messo in lista cognati, generi, nuore…”.

Su una cosa, invece, Berlusconi è d’accordo con Beppe Grillo, la guerra in Mali: ”Mi asterrei in questo momento da qualunque intervento” le parole di Berlusconi secondo cui  ”l’Italia ha già dato nei Balcani, in Iraq, Afghanistan. Questa particolare azione non ci vede in alcun modo coinvolti e la Francia ha tutte le disponibilità necessarie”.

Dalla puntata di Italia Domanda arrivano brutte notizie anche per Marcello Dell’Utri: “Temo che gli chiederemo un grande sacrificio”. Nonostante “il garantismo” e la “grande amicizia”, per Dell’Utri è di fatto certa l’esclusione dalle liste del Pdl.