Berlusconi sulla “Munnezza-Napoli”: “Fate silenzio e vi farò sapere”

di Lucio Fero
Pubblicato il 23 Novembre 2010 17:19 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 18:18

Berlusconi con Bertolaso ad Acerra

Berlusconi su Napoli-Munnezza: “Vi farò sapere”. Ufficialmente, con comunicato ufficiale della presidenza del Consiglio su Palazzo Chigi viene affisso il rassicurante cartello-messaggio: “Stiamo lavorando per voi”. Un po’ come sulla Salerno-Reggio Calabria. Eccole le meditate e vigili parole del premier intese a confortare gli abitanti di Napoli e gli ispettori europei che si sono azzardati a dire, anzi a vedere, che tutto è tornato come due anni fa, prima dell’Avvento del Governo del Fare: “Per quanto riguarda le questioni all’interno del Popolo della Libertà conto di affrontarle quanto prima, con la consueta disponibilità a prendere in considerazione le varie opinioni. Nel frattempo invito tutti al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori che non approvano certo personalismi ed esibizionismi”.

Uno ascolta, legge e sbanda un po’: che c’entrano “le questioni interne al Popolo della Libertà” con le tremila tonnellate di rifiuti in strada? Vista corta quella di chi si sorprende e sbanda. La vista lunga e acuta del premier arriva più lontano di quella del cittadino comune e la “questione munnezza” il premier la percepisce come “varie opinioni, personalismi ed esibizionismi interni”. Insomma non fosse per l’ammuina messa in piedi dalla Carfagna, per l’agitarsi della Mussolini, per l’essersi esposti dei vari Cosentino, Cesaro e Cirielli, non fosse stato per questa voglia pazza di mettere in piazza la storia dello “a chi i termovalorizzatori”, la questione rifiuti in strada sarebbe ancora tranquilla al penultimo comunicato, quello del “tutto risolto e la colpa è della Jervolino”. Il messaggio del premier è chiaro e severo e ultimativo per tutti: avete fatto casino e sono arrivati gli europei, i giornali, le foto e perfino le tv e anche Napolitano. Avete fatto casino e ora serve silenzio. Silenzio mentre il premier riflette e valuta in quali mani debba essere messo l’affare dei termovalorizzatori. Insomma, Berlusconi farà sapere.

E non c’è da dubitare che sceglierà per il meglio. Palazzo Chigi infatti comunica ancora: “Il governo ha messo a punto il piano per il Mezzogiorno che sarà approvato al prossimo Consigli dei ministri. Il governo, incurante degli attacchi e delle polemiche, continua a lavorare con ottimi risultati”. Il maresciallo Diaz non avrebbe saputo dire meglio e a suo tempo sfornò analogo comunicato. La prosa era la stessa, solo che allora, ed era il 1918, le armate nemiche risalivano in disordine le vallate che avevano orgogliosamente disceso. Ora invece le tonnellate di munnezza nemica se ne stanno immobile nelle vie che hanno orgogliosamente conquistato. Ma se Napolitano si fa i fatti suoi, se l’Europa non viene a impicciarsi, se la Carfagna smette con i capricci, se Cosentino ed amici non si lasciano prendere dall’ingordigia, se i termovalorizzatori si riescono a spartire per bene, allora la “munnezza” sparirà. Con comodo. E comunque, almeno dai giornali e dalle tv sparirà.