Berlusconi al Colle per l’interim? Ecco chi è Paolo Romani, candidato alla Sviluppo Economico

Pubblicato il 4 Ottobre 2010 10:44 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2010 13:19

Paolo Romani

Silvio Berlusconi, secondo indiscrezioni di stampa, salirà stasera verso le 19 al Colle per presentare a Giorgio Napolitano il nuovo ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. Si sta per concludere, quindi, la telenovela per la sostituzione di Scajola ma si può già scommettere su di una levata di scudi contro il nome indicato da Berlusconi. Romani è infatti considerato un fedelissimo del premier, sin dalla prima ora e di vasta e e riconosciuta esperienza nelle televisioni private di cui, come il premier, è un pioniere. Napolitano già una prima volta aveva espresso dei dubbi su Romani, una “foglia di fico” che non copriva abbastanza il conflitto d’interessi del premier.

Sottosegretario alle Comunicazioni innalzato a viceministro, Romani è un uomo che per carriera è molto simile a Berlusconi. Come lui ha passato una vita nel segno delle tv private e di Forza Italia. E come lui ha la residenza a nord di Milano. Nato nel capoluogo lombardo nel settembre del 1947 e cresciuto a Monza, sposato con tre figli, è nei primi annio’70 che muove i primi passi nel mondo delle tv private, proprio nello stesso periodo di Berlusconi.

E’ il 1976 quando Romani, dopo una prima esperienza a TeleLivorno con Marco Taradash, fonda Milano Tv (che poi diventerà Rete A), diretta concorrente della Telemilano di Berlusconi (l’attuale Canale5). Ma sono ancora solo i primi passi, perché nel 1985 Romani passa dall’essere direttore generale di Milano Tv a diventare amministratore delegato di TeleLombardia, di proprietà di Salvatore Ligresti. E nel frattempo ha fondato un’altra tv, Lombardia 7.

Poi nel 1994, l’anno della discesa in campo di Berlusconi,  viene “folgorato” dalla passione politica e molla tutto per andare a fare il deputato con Forza Italia fino a diventare, nel 2005, sottosegretario per lo Comunicazioni, carica riconfermata nell’ultimo governo Berlusconi. In questa veste si attira più di una critica con il cosiddetto “decreto Romani”, approvato a marzo di quest’anno, che recepisce una direttiva europea sugli audiovisivi, applicata anche a contenuti web.