Il premier kazako imita Berlusconi e ordina: “Trovate l’elisir di lunga vita”

Pubblicato il 8 Dicembre 2010 17:01 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2010 17:01

Nursultan Nazarbayev e Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi si è affidato al “prete taumaturgo” don Luigi Verzè, il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev ha invece preferito la scienza “ortodossa” è ha incaricato un pool di scienziati. La missione, però, è la stessa e si chiama elisir di lunga vita.

Le analogie, tra i due, sono numerose. Berlusconi e Nazarbayev sono entrambi premier di lungo corso ed hanno superato la soglia dei 70. Da qualche mese il kazako, da qualche anno il cavaliere. Soprattutto, i due sembrano aver preso la questione dell’allungamento della vita molto sul serio.

A voler tracciare un parallelo, però,  il presidente kazako è più ambizioso e più “avanti” del Cavaliere. Innanzitutto, mentre Berlusconi ha chiesto a Verzè di farlo vivere fino a 150 anni, Nazarbayev non si è dato limite alcuno. Agli scienziati ha posto il problema e gli ha detto: “Pensateci voi”. Se poi avrà in cambio il dono dell’immortalità non si offenderà di certo. Il leader kazako è andato ad inaugurare un centro di ricerca nella capitale Astana ed ha parlato della necessità di studiare un modo per ringiovanire l’organismo, creando dei nuovi tessuti umani. Per Nazarbayev “quelli che cercano il modo di allontanare la morte sono gli Stati di maggior successo al mondo, quelli che non verranno mai lasciati in disparte. Il tema dell’anti-invecchiamento e lo studio del prolungamento della vita sono importantissimi, le indagini sono difficili, ma queste questioni devono essere risolte prima o poi?”. Di certo, sia lui sia Berlusconi sperano nel “prima” più che nel “poi”.

Più che un volgare imitatore, Nazarbayev per Berlusconi potrebbe essere una sorta di modello. Innanzitutto il Kazakistan è “roba sua” da 20 anni mentre il Cavaliere ha dovuto subire un paio di stop. C’è di più: il presidente Kazako è riuscito a farsi eleggere a vita, ottenendo anche  la nomina di “Elbassy”, ovvero padre della Nazione. Berlusconi, invece, è ancora lì che armeggia con lo “scudo” giudiziario e gli oppositori politici. Aspettando l’immortalità.