Berlusconi: “Nuovo partito non guidato da me, ma niente primarie”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2015 19:52 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2015 20:03
Berlusconi: "Nuovo partito non guidato da me, ma no a primarie"

Berlusconi: “Nuovo partito non guidato da me, ma no a primarie”

ROMA – Non ci sarà Silvio Berlusconi alla guida del nuovo partito “che abbraccerà tutti i moderati italiani”. Ma non ci saranno neppure le primarie. Lo ha detto lo stesso Berlusconi parlando a Canale 21 del futuro soggetto politico che ha in mente e che, precisa, “non si chiamerà Partito dei Repubblicani”. Quando alla leadership, l’ex Cavaliere, afferma: “Non sarà guidato da me, ma da un mio erede”.

Chi sarà questo erede politico? “Ci sono due o tre persone che potrebbero prendere il mio posto di leader del movimento, ma di sicuro non ci saranno primarie all’interno di Forza Italia”.

Motivo? “La storia insegna che i grandi leader come De Gasperi, Craxi e Berlusconi non sono mai passati per le primarie“.

In un’intervista rilasciata a E’ tv Marche, l’ex premier aveva già dato sentore di una sua ritirata: “Io credo che adesso, che sono incandidabile per ancora molti anni e che ho raggiunto una veneranda età, posso ancora dare un contributo al mio Paese cercando di suggerire a tutti i moderati di diventare consapevoli della loro forza e della necessità che soltanto una maggioranza politica costituita da loro può modernizzare il Paese e rendere ogni italiano sicuro dei propri beni, del proprio prestigio, della propria libertà cosa che oggi, in queste condizioni, assolutamente non è”.

“Sono sceso in campo nel ’94 – ha ricordato – non per ambizioni politiche (non ne ho mai avute, mai), non perché avessi voglia di fare politica, sono sceso in campo solo perché ho sentito su di me la responsabilità essendo stato, dopo molti sondaggi, l’unico protagonista della vita italiana che poteva fondare un nuovo partito e impedire alla sinistra comunista, al partito comunista italiano, di prendere il potere”.

“Oggi – ha aggiunto – mi sento ancora addosso la responsabilità, con la mia esperienza, con il prestigio che ho, con l’affetto da cui mi sento circondato dovunque io vada. Non volevo fare campagna elettorale per le regionali e non la faccio, però ho ceduto alle pressioni dei candidati e sono andato in Puglia e in diverse altre città e non si può immaginare da quanto affetto io venga circondato, e questo francamente mi commuove. Un affetto che non risulta dai sondaggi. Io sono stato fuori dalla politica un anno e mezzo, quando vado tra la gente sembra che questo anno e mezzo abbia addirittura aumentato l’affetto delle persone nei miei confronti. Tutto questo mi commuove – ha ripetuto – e mi dà anche la forza di sentirmi ancora responsabile, di sentire che io forse qualcosa posso fare per il mio Paese. Magari dall’esterno, basandomi non solo sulla mia esperienza, ma sul martirio che mi hanno imposto, su una riconquistata, assoluta innocenza, nello splendore di una piena innocenza forse posso essere una voce che molti moderati ascoltano ancora e a cui dare una rilevanza”.