Berlusconi dà l’ok a governo M5s-Lega: “Non votiamo fiducia ma non poniamo veti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 maggio 2018 21:31 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2018 8:15
Silvio Berlusconi leader Forza Italia

Silvio Berlusconi (Ansa)

ROMA – “Se un’altra forza politica della coalizione di centro-destra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle,[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] prendiamo atto con rispetto della scelta. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali. In questo caso non potremo certamente votare la fiducia. Di più a noi non si può chiedere, anche in nome degli impegni che abbiamo preso con gli elettori”. A dirlo è Silvio Berlusconi in una nota. Le sue parole arrivano in serata e sembrano spalancare le porte ad un’intesa tra M5s e Lega. I due partiti avevano preso 24 ore di tempo con Mattarella per provare a mettere insieme un governo “politico” che scongiurasse l’arrivo del governo del Presidente.

Berlusconi prosegue: “Il Paese da mesi attende un governo. Continuo a credere che la soluzione della crisi più naturale, più logica, più coerente con il mandato degli elettori sarebbe quella di un governo di Centro-Destra, la coalizione che ha prevalso nelle elezioni, guidato da un esponente indicato dalla Lega, governo che avrebbe certamente trovato in Parlamento i voti necessari per governare. Questa strada non è stata considerata praticabile dal Capo dello Stato. Ne prendo atto”.

“Da parte nostra – aggiunge – “non abbiamo posto e non poniamo veti a nessuno, ma – di fronte alle prospettive che si delineano – non possiamo dare oggi il nostro consenso ad un governo che comprenda il Movimento Cinque Stelle, che ha dimostrato anche in queste settimane di non avere la maturità politica per assumersi questa responsabilità”.

“Questo – afferma il leader azzurro – lo abbiamo sempre detto, e per quanto ci riguarda non è mai neppure cominciata una trattativa, né di tipo politico, né tantomeno su persone o su incarichi da attribuire. Se però un’altra forza politica della coalizione di centro-destra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle, prendiamo atto con rispetto della scelta. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali. In questo caso non potremo certamente votare la fiducia, ma valuteremo in modo sereno e senza pregiudizi l’operato del governo che eventualmente nascerà, sostenendo lealmente, come abbiamo sempre fatto, i provvedimenti che siano in linea con il programma del centro-destra e che riterremo utili per gli italiani”.

“Se invece – avverte – questo governo non potesse nascere, nessuno potrà usarci come alibi di fronte all’incapacità – o all’impossibilità oggettiva – di trovare accordi fra forze politiche molto diverse. Di più a noi non si può chiedere, anche in nome degli impegni che abbiamo preso con gli elettori”. “Tutto ciò – conclude – non segna la fine dell’alleanza di centro-destra: rimangono le tante collaborazioni nei governi regionali e locali, rimane una storia comune, rimane il comune impegno preso con gli elettori. Continuiamo a lavorare per tornare a vincere, ma soprattutto perché torni a vincere l’Italia”.

Le reazioni di M5s e Lega. L’ironia del Pd.

Per Matteo Salvini, dopo il via libera di Berlusconi “rimane da lavorare su programma, tempi, squadra e cose da fare. O si chiude veloce, o si vota”. Poi il leader del Carroccio non nasconde le sue ambizioni: “Per me sarebbe un onore guidare il Paese”. Di Maio, pur non potendolo dire ufficialmente, si metterà di traverso ad un eventuale esecutivo a trazione leghista. Ai cronisti preferisce glissare: “Iniziamo dai temi poi i nomi. La cosa importante è il contratto di governo”.

Di Maio smentisce anche le voci su i presunti incontri con la Lega per definire i nomi di coloro che potrebbero entrare nell’esecutivo: “Leggo una narrazione che dice che si è incagliata la trattativa. Ma la trattativa non è iniziata neanche. Quindi, non c’è nessun litigio con la Lega”. Il leader pentastellato aggiunge che nello spazio delle 24 ore concesse da Mattarella sarà possibile avviare una trattativa con Salvini per individuare la piattaforma programmatica comune su cui il nuovo governo dovrà nascere.

Ironico, infine, il primo commento arrivato dal Pd. A parlare è il renziano Andrea Marcucci: “Dopo 60 giorni di incredibili balletti è in vista il governo dei populisti. La ‘madrina’ di Di Maio e Salvini si chiama Berlusconi. E meno male che promettevano l’esecutivo di cambiamento”.