Berlusconi/ Orge a Palazzo Grazioli. Spunta l’ipotesi dai racconti delle escort

Pubblicato il 12 Luglio 2009 12:09 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2009 12:09

Nella torbida faccenda degli incontri con ragazze a Palazzo Grazioli, spunta l’ipotesi di festini a base di orge. Sarebbe proprio per via di questi incontri “di gruppo” che Patrizia D’Addario non sarebbe rimasta a dormire nel “lettone a tre piazze” regalato da Vladimir Putin a Silvio Berlusconi, la prima volta che venne invitato nella residenza romana del premier.

 Perché, racconta Patrizia, “le orge non sono mai riuscita a farmele piacere e avevo intuito che mi sarei trovata in quella sgradevole situazione se fossi rimasta, dopo la cena, i balli, la ola, le barzellette, i canti e la musica di Apicella. C’erano molte escort quella sera nella residenza del capo del governo. Per lo meno, cinque. Due molto appariscenti. Lesbiche, le uniche in pantaloni, lavorano sempre in coppia”.

Tornata in albergo, al Valadier, raccontò subito alla sua amica, Barbara Montereale, l’episodio. Barbara, tra molte reticenze, ne ha un ricordo ancora oggi vivo: “Patrizia ha preferito andar via perché c’erano altre due escort” e d’altronde ella stessa vide scene simili a Villa Certosa, poi, nel gennaio del 2009 “quando decine di ragazze straniere si stringevano a Papi, litigando tra loro, quasi aggredendosi”.

Il racconto di Patrizia ha trovato una conferma con la testimonianza di un’altra signora, Maria Teresa De Nicolò, 37 anni, barese. La sua partecipazione alla serata di Palazzo Grazioli ha ripercorso, come se si trattasse di un rito, la stessa esperienza di Patrizia. Identiche le modalità, identiche le regole da rispettare.

Maria Teresa, agli inquirenti di Bari, ha ammesso di aver fatto sesso con il presidente, “rimborsata” da Gianpi, ma quel che qui conta è la “torta”, il numero delle “ragazze” che quella notte si trattiene con il capo del governo nella sua residenza di Palazzo Grazioli. Qualcuna di quelle “ragazze” seguirà, il giorno dopo, Berlusconi a Melezzole,  nell’health center di Marc Mességué.