Berlusconi non paga la campagna per il Pdl

Pubblicato il 1 Marzo 2012 10:13 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2012 10:20

Il tesoriere del Pdl, Rocco Crimi (Lapresse)

ROMA – Non è solo incubo amministrative nel Pdl. Nel vertice tenutosi ieri, 29 febbraio, a Palazzo Grazioli il colpo di scena di Berlusconi: “Non metto soldi nelle amminsitrative”.

Alle difficoltà già note sulle alleanze da stringere sul piano locale, si sommano quelle nuove sulle casse del partito sempre più prosciugate. A lanciare l’allarme è il tesoriere del Pdl, Rocco Crimi, che ha fatto presente come sia necessario prendere decisioni in fretta e bene sul finanziamento delle campagne elettorali (sia le amministrative di maggio che le prossime politiche) ma anche sull’assetto giuridico da dare a tutta la materia. Sì perché dopo il caso Lusi un pò in tutti i partiti c’è preoccupazione circa le problematiche connesse alla trasparenza delle spese e dei contributi.

Crimi rivendica correttezza: “Noi – ha assicurato – vogliamo che sia tutto trasparente nella certificazione delle spese, ma certo servono regole nuove” perché tra incursioni della magistratura e ondate di anti-politica, chi vorrebbe trovarsi nei suoi panni?

Con Silvio che lascia il conto sul tavolo, e col tesoriere in crisi identitaria, la mossa del segretario Angelino Alfano è stata una proposta, simile a quella presentata da Casini, per riformare con apposita legge i partiti, definendone lo stato giuridico, le regole di democrazia interna e i criteri contabili.