Berlusconi “poeta” riscrive il 5 maggio: “Ei fu, siccome ignobile…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Maggio 2014 13:42 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2014 13:42
Berlusconi "poeta" riscrive il 5 maggio: "Ei fu, siccome ignobile"

Berlusconi “poeta” riscrive il 5 maggio: “Ei fu, siccome ignobile”

ROMA – Berlusconi “poeta” riscrive il 5 maggio: “Ei fu, siccome ignobile”. Alla lista di mestieri e qualifiche assunte da Berlusconi (dopo il presidente imprenditore, il presidente operaio ecc…) mancava quella di presidente (ma solo del suo partito) “poeta”. La lacuna è stata colmata ieri alla sede nazionale di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina a Roma. Il presidente poeta si è esibito in un reading imprevisto, declamando una versione riveduta e corretta del 5 maggio di Alessandro Manzoni. Fa così:

Ei fu siccome ignobile/ dopo il feral sondaggio/ freme, s’indigna, esplode/ in un fatal messaggio/ dichiara affranto e triste/ ormai, lo dico piano/ la destra non esiste/ se non ci metto mano./ Per continuar l’impegno/ e non essere affranto/ devo cambiar contegno./ Oppure è solo pianto.  (Il 5 maggio di Silvio Berlusconi)

L’occasione per l’exploit poetico era quella giusta, visto che si parlava di “cultura” nella riunione, alla presenza del responsabile della cultura in Forza Italia, Edoardo Sylos Labini, attore, membro destrorso dei Sylos Labini e marito di Luna, figlia di Paolo Berlusconi e nipote di Silvio.

Ci vuole prudenza nell’approntare una critica  costruttiva per un esordiente sia pure già avanti con gli anni. A proposito di prudenza, però, va ricordata quella di Fabrizio De André: quando veniva esaltato come poeta, amava citare Benedetto Croce. Fino a 18 anni, diceva, tutti scrivono poesie, dopo restano solo i poeti e i cretini.