Berlusconi ora punta alla prescrizione breve, che Napolitano sarebbe “pronto a bocciare”

Pubblicato il 14 Giugno 2011 9:19 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2011 9:19

ROMA – Dopo la bocciatura popolare del legittimo impedimento il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarebbe preoccupato: l’indiscrezione è messa nero su bianco da Liana Milella su Repubblica.

A preoccupare Berlusconi sarebbe la possibile condanna per corruzione nel processo Mills (nonostante l’avvocato Niccolò Ghedini la escluda), e le decine di udienze per Mediaset, Mediatrade, Rubygate.

Non solo. Adesso, grazie a quel 56,5 per cento di italiani che sono andati a votare per dire no ad una norma pro-Berlusconi, anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano potrebbe far valere di più i propri rifiuti.

Ma per sopperire alla mancanza del legittimo impedimento l’avvocato e deputato Pdl Maurizio Paniz avrebbe già pronta la carta della riforma della giustizia, con tanto di legge sulle intercettazioni. Ma sopratutto la carta di Paniz è la prescrizione breve, valida per tutti gli incensurati che si trovano ad affrontare il primo giudizio in cui potrebbero essere condannati., come Berlusconi, appunto. Per loro si chiede uno sconto sui tempi di prescrizione.

“Almeno la prescrizione breve si deve fare”, avrebbe detto Paniz. Già votata alla Camera, ricorda Milella, attende solo l’ok del Senato. Anche se dopo questo referendum la trattativa si farebbe più complicata. “Il perché è lampante, scrive Milella: dopo un simile voto, un capo dello Stato, su certi temi, non può lasciare neppure il minimo spiraglio di dubbio. Che, invero, non ha mai lasciato”.

C’è anche chi, nello stesso Pdl, consiglierebbe a Berlusconi di non affrontare anche questa battaglia. La Lega, è il timore del Pdl, secondo Milella, potrebbe sfilarsi per non perdere altri consensi. I Responsabili potrebbero alzare il “prezzo del loro appoggio”.

Milella racconta di una “autorevole fonte del centrodestra” secondo cui il rischio verrebbe dalla sentenza 183 della Corte Costituzionale, scritta una settimana fa da Giorgio Lattanzi, l’ultimo giudice arrivato alla Consulta dalla Cassazione. Questa sentenza, scrive Milella, boccia “un altro pezzetto della Cirielli che per Berlusconi, nel 2005, accorciò già la prescrizione. Stabilisce che nel dare le attenuanti generiche a un recidivo reiterato il giudice non può essere sottoposto a limiti. Dev’essere libero”.

Allo stesso modo nono riconoscerebbe la prescrizione accorciata per un imputato incensurato, definendo così “la prescrizione breve incostituzionale”.

Avrebbe detto la fonte a Repubblica: “Pare scritta apposta per fornire a Napolitano una buona motivazione per bocciare la nostra prescrizione breve”.