Berlusconi, il Remdesivir dietro la sua veloce ripresa

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2020 12:37 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2020 12:38
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Berlusconi, il Remdesivir dietro la sua veloce ripresa (Foto Ansa)

Dietro alla rapida ripresa di Silvio Berlusconi dal coronavirus ci sarebbe solo il Remdesivir, unico farmaco autorizzato per il trattamento del Covid-19

Remdesivir: al momento sembra che tutto quel che ha salvato un paziente a rischio di 83 anni, con patologie cardiache pregresse e diabete come Silvio Berlusconi, sia questo farmaco. 

Dall’ospedale San Raffaele assicurano che dietro la “poderosa ripresa immunitaria” dell’ex presidente del Consiglio non ci sono misteri. 

Lui, che ha superato l’età media dei malati di coronavirus deceduti (80 anni), non avrebbe ricevuto alcun trattamento particolare durante il suo ricovero di dodici giorni in ospedale a Milano. Nessuna ossigeno terapia, nessuna sperimentazione di nuove cure, chiarisce il Fatto Quotidiano. 

A far scattare la “robusta risposta immunitaria” sarebbero stati semplicemente cicli di Remdesivir, l’unico farmaco antivirale finora autorizzato dagli enti regolatori per la cura di infezioni da virus Sars-Cov-2. Che risulta particolarmente efficace se utilizzato durante la fase di esordio dell’infezione. 

Il Remdesivir

Il Remdesivir è un farmaco nato per combattere il virus Ebola. E’ stato sviluppato intorno agli  anni 2000 grazie a una tecnologia realizzata da Chris McGuigan all’Università di Cardiff.

Si tratta di una tecnologia che permette di sintetizzare in maniera efficace una serie di molecole che sono precursori del farmaco vero e proprio. Si chiamano profarmaci e in genere si attivano grazie alla interazione con l’organismo umano. 

Il Remdesivir è un profarmaco monofosforamidato di un analogo dell’adenosina che ha un ampio spettro antivirale tra cui filovirus, paramyxovirus, pneumovirus e coronavirus.

E’ un potente inibitore della replicazione della SARS-CoV-2 nelle cellule epiteliali delle vie respiratorie nasali e bronchiali umane.

Uno dei primi utilizzi del farmaco è stato nell’epidemia di Ebola del 2013-2016 in Africa Occidentale e poi in quella del 2018 in Congo. 

Nei test di laboratorio il Remdesivir è risultato efficace nei confronti degli altri coronavirus degli anni scorsi: quello della Sars e quello della Mers.

In vitro, Remdesivir inibisce tutti i coronavirus umani e animali testati fino ad oggi, incluso SARS-CoV-2, e ha mostrato effetti antivirali e clinici in modelli animali di infezioni SARS-CoV-1 e sindrome respiratoria mediorientale (MERS) -CoV.

Visti i risultati in vitro contro gli altri coronavirus, il farmaco è stato messo a disposizione da subito all’inizio della prima fase epidemica a Wuhan. (Fonti: Il Fatto Quotidiano, Agi)