Berlusconi respinge le dimissioni di Bertolaso, è un perseguitato

Pubblicato il 10 Febbraio 2010 14:08 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2010 18:52

Bertolaso annuncia le dimissioni ma Silvio Berlusconi le respinge, lo difende e pensa anche a farlo ministro.

Il Capo della protezione civile ha oggi annunciato di voler rassegnare le proprie dimissioni in seguito all’avviso di garanzia in merito all’inchiesta sugli appalti del G8 a La Maddalena. «Per non intralciare l’operato degli organi inquirenti – ha detto – ho immediatamente messo a disposizione del presidente del Consiglio tutti i miei incarichi».

Il premier ha però respinto le dimissioni di Bertolaso. È stato il sottosegretario Gianni Letta prima a dire: «spero che il presidente Berlusconi rinnovi a Bertolaso, a nome di tutto il governo, la sua fiducia. La mia ce l’ha sicuramente».

Poi Berlusconi ha parlato con il capo della Protezione civile: «L’ho sentito per telefono – ha detto lo stesso Berlusconi – per comunicargli che il Consiglio dei ministri aveva respinto le dimissioni che lui, con grande generosità, aveva tributato. Gli ho riferito dell’applauso del Consiglio dei ministri e lui mi è parso voler continuare».

Poi Berlusconi ha attaccato la magistratura. «Che ci sia una categoria di persone pagata con i soldi dei contribuenti – ha detto – che si esercita a perseguitare con processi sempre e comunque infondati è un male italiano che mi sento di denunciare».

E sull’ipotesi di di nominare Bertolaso ministro (annunciata dal premier a fine gennaio), risponde così: «Vedremo come si mette. Mi sembrava fosse un riconoscimento doveroso dargli il titolo di ministro senza portafogli nella presidenza del Consiglio».

Tutto ha inizio con l’arresto mercoledì mattina, da parte dei carabinieri del Ros di Roma su ordine della magistratura di Firenze, di Angelo Balducci, 62 anni, ex collaboratore di Bertolaso e della protezione Civile. Balducci era incaricato dell’attuazione delle opere per il G8 alla Maddalena. In mattinata ci sono state venti perquisizioni, una anche nella sede del dipartimento della Protezione civile in via Ulpiano a Roma. Oltre a Balducci ci sono altre tre persone finite in manette e dieci sono indagate: arrestati anche Fabio De Santis, 47 anni, ingegnere, successore di Balducci come «soggetto attuatore» delle opere per il G8, Mauro Della Giovampaola, 44 anni e Diego Anemone, 39 anni, imprenditore romano, anche lui coinvolto nella realizzazione delle opere per il G8 e per i Mondiali di Nuoto a Roma dell’anno scorso.

Tra i reati contestati agli arrestati e ad alcuni indagati a piede libero vi è l’abuso d’ufficio e quello più grave di corruzione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Sergio Colaiocco, vuole fare luce su rapporti d’affari e legami più o meno diretti tra Balducci, suoi familiari e le società di costruzione che avrebbero dovuto trasformare l’ex base Nato in un villaggio a cinque stelle, in occasione del vertice, prima che venisse trasferito a L’Aquila.