Berlusconi: “Ridicolo, non ho mai comprato il silenzio di Tarantini e Lavitola”

Pubblicato il 24 ottobre 2011 13:19 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2011 13:33

ROMA, 24 OTT – Silvio Berlusconi giudica ''un sospetto infondato e ridicolo'' quello di aver voluto comprare il silenzio di Tarantini e Lavitola. Lo dice a Bruno Vespa per il libro ''Questo Amore'' in uscita il 28 ottobre da Rai Eri – Mondadori. Il premier sottolinea peraltro che i 500 mila euro di cui si parla sono solo un quarto di quanto ogni giorno il suo gruppo versa al fisco, cioe' 2,1 milioni di euro. Il giro di denaro tra lei, Lavitola e Tarantini – dice Vespa – ha fatto sospettare ai pubblici ministeri che dovesse comprare il silenzio di queste persone.

''Un sospetto infondato e ridicolo. Dopo lo scandalo della sanita' a Bari – dice il premier – Tarantini si ritrovo' sul lastrico. Venne da me sua moglie a dirmi che non avevano neppure i soldi per la cena delle loro bambine. Mi commossi. Era molto triste vedere qualcuno che si era conosciuto in una condizione di grande benessere, finito in una situazione cosi' drammatica. Fu cosi' che cominciai ad aiutarli. Poi Lavitola, che conosceva i Tarantini perche' accompagnava il figlio alla stessa scuola della loro figlia, fece di testa sua chiedendomi in seguito di rimborsargli quanto aveva anticipato''.

''Infine – prosegue Berlusconi – qualche mese fa, Tarantini chiese insistentemente di vedermi. Lo incontrai con sua moglie e con Lavitola. Mi disse di voler tornare a fare l'imprenditore e mi chiese di concedergli un finanziamento di 500.000 euro per riprendere, in Sud America, un'attivita' simile alla precedente e in particolare per la commercializzazione delle protesi, promettendomi che mi avrebbe restituito il finanziamento sino all'ultimo centesimo. Lavitola mi disse che poteva mettergli questa somma a disposizione in Uruguay presso una banca di cui era cliente. Mi sembro' un progetto serio. Mi lasciai convincere e misi a disposizione di Lavitola analoga somma in Italia''.

''Si ricordi, dottor Vespa, che sta parlando con un signore – conclude Berlusconi – il cui gruppo versa all'erario, ogni giorno che Dio manda in terra, 2,1 milioni di euro, 4 miliardi al giorno di vecchie lire. Cinquecentomila euro sono un quarto di cio' che paghiamo al fisco ogni giorno, cioe' quanto paghiamo ogni due ore di attivita'. Da quando sono in politica, abbiamo versato al fisco 17.871 miliardi di lire di imposte, 9,2 miliardi di euro. I 500.000 euro vanno valutati in proporzione a queste cifre''.