Spaccatura in ‘Magistratura democratica’. Pepino lascia: “L’eresia è finita”

Pubblicato il 3 Novembre 2010 16:50 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2010 16:50

Silvio Berlusconi

Spaccatura tra i giudici di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe. Livio Pepino, consigliere di Cassazione, uno dei padri fondatori di Md, si è dimesso con 10 anni di anticipo sull’età della pensione. E il suo discorso d’addio suona come una denuncia della linea che la corrente sta prendendo. “Le eresie – ha detto Pepino nel discorso d’addio – e quella di Magistratura democratica la considero tale, fin dalla sua nascita, rischiano sempre di diventare ortodossie. Per questo bisogna continuare a rompere e ad alimentarle le eresie per saper mantenere una capacità critica. Altrimenti è facile fermarsi, vivacchiare…”.

E la spaccatura in Magistratura democratica si vede anche dalle recenti posizioni sul caso Ruby e la polemica sulle escort che sta travolgendo Silvio Berlusconi. La scorsa settimana si è consumata una vera e propria spaccatura tra la Questura di Milano e la Procura sul tema dell’affido dell’allora minorenne Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti. Un affido avvenuto sotto consiglio di Silvio Berlusconi e, si ipotizzava, senza le necessarie procedure di identificazione della marocchina. “Ruby doveva andare in comunità”, diceva la Procura. “Non è vero, la minorenne è stata affidata a Nicole Minetti con il consenso del pubblico ministero”, incalzava la Questura controreplicando.

A rasserenare le acque ci ha però pensato il procuratore capo della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, uno dei capi di Magistratura democratica, che dice: l’affidamento di Ruby al consigliere regionale Nicole Minetti, quella notte del 27 maggio 2009, “è apparsa a tutti una soluzione ragionevole”. Si può pensare, allora, che le parole di Liberati siano proprio frutto della lotta interna a Magistratura Democratica. E che sono figlie di quell’ala più “liberale” che ha capito che fare una lotta all’ultimo sangue con Berlusconi non paga e non porterà da nessuna parte.

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