Caso Ruby, rito immediato per Berlusconi. Il premier: “Intenterò una causa allo Stato”

Pubblicato il 9 Febbraio 2011 12:25 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2011 9:35

Silvio Berlusconi

MILANO – Passano pochi minuti dalla richiesta dei pm di Milano dei rito abbreviato per Silvio Berlusconi, che il premier “sbotta” in una serie di attacchi alla magistratura. Esce dal Consiglio dei ministri e non risparmia nessuno: dice che l’inchiesta di Milano su Ruby è ”una vergogna e uno schifo”, si chiede “non so chi pagherà”. Poi la rabbia prende il sopravvento: “Pagherà lo Stato perché intenterò una causa allo Stato”.

”Sono cose pretestuose –  continua lo sfogo del Cavaliere – Mi spiace che abbiamo offeso la dignità e buttato fango sul Paese. Mi domando chi pagherà per questa attività  che ha finalità soltanto eversive”. Il premier poi rigetta nuovamente l’accusa di concussione: ”La concussione non esiste – torna a sostenere – io sono intervenuto (con la telefonata in Questura il 29 maggio, ndr) perché ero preoccupato di un incidente diplomatico internazionale”.

Berlusconi, rispondendo ad una domanda sulla richiesta di rito immediato da parte dei Pm milanesi, prima ricorda di aver già detto di voler parlare soltanto degli argomenti del Cdm. Poi ci ripensa sottolineando che lo stato della giustizia in Italia ha un impatto anche sull’economia. Quindi, parte con gli affondi: ”Queste cose dei processi sono processi farsa, è una cosa infondatissima e abbiamo visto tutti che hanno soltanto finalità di diffamazione mediatica”.

E ancora: ”Queste pratiche violano la legge, vanno contro il Parlamento, la procura di Milano non ha competenza territoriale nè funzionale, la concussione non c’è perché il concusso non esiste e non ha subito alcuna minaccia: io sono intervenuto come presidente del Consiglio perché ero preoccupato che potesse succedere un incidente diplomatico internazionale, e perché sono solito aiutare le persone in difficoltà, quindi la concussione è risibile. L’altra cosa assolutamente non esiste – aggiunge con riferimento all’accusa di prostituzione minorile – e lo si capisce dalle dichiarazioni delle persone interessate”.

”Sapete che non c’è una responsabilità dei magistrati – continua – è una cosa da cambiare e che cambieremo”. Poi torna l’ottimismo: “il ‘caso Ruby’ non influenzerà la stabilità sua e dell’esecutivo. Ho la pelle dura e di certo non mi fermeranno nè mi piegheranno”.