Berlusconi-Salvini è rottura. Ora governo Lega-M5S si può fare

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 aprile 2018 16:44 | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2018 16:44
Governo addio? Berlusconi-Salvini è rottura. Ora governo Lega-M5S si può fare

Berlusconi-Salvini è rottura. Ora governo Lega-M5S si può fare

ROMA – Berlusconi-Salvini, se mai lo è stata, non è più una coppia inscindibile nella vicenda politica che porta, se porta, a un nuovo governo destinato, almeno nelle ambizioni, a durare. Anzi, Berlusconi-Salvini non è più una coppia politica. Ciascuno dei due va per conto suo. E tra i due è evidente rottura.

Berlusconi è stato chiaro e drastico, ha definito M5S “un pericolo per il paese”. Ha detto di lavorare per un governo del Centro Destra sostenuto in qualche modo in Parlamento anche da una sorta di non fiducia da parte del Pd. Ha detto che il Pd è partito avversario ma responsabile. Cosa che il partito di Maio secondo Berlusconi non è. Quindi Berlusconi vorrebbe che Salvini si prendesse un incarico (se Mattarella così vorrà) di formare un governo. E che Salvini partisse dai numeri che ha in Parlamento e andasse a cercare i 50 e passa deputati che gli mancano tra ogni forma di responsabili appunto nelle due Camere. Esclusi per definizioni quelli di M5S.

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Salvini gli ha replicato a muso ormai brutto: se vuoi stare col Pd ci stai da solo. Salvini vuole, ha sempre voluto un governo con M5S. Prima ha tentato di portarci dentro anche Berlusconi. Ma Di Maio ha detto non se ne parla. Poi Salvini ha venduto a Di Maio e a Berlusconi una merce double-face.

A Di Maio Salvini ha detto: Berlusconi si fa da parte, Forza Italia appoggerà dall’esterno il governo, al massimo qualche ministro d’area, garantisco io che ci sta, zitto e muto e pure invisibile Berlusconi si fa piccolo piccolo e ci sta.

A Berlusconi Salvini ha detto: Di Maio ci sta, appoggerai il governo dall’esterno ma ci saranno ministri ai ministeri che contano targati Forza Italia, con Di Maio ho trattato io per te.

Magari Salvini avrà concluso con entrambi, sia con Berlusconi che che con Di Maio, con un renziano…stai sereno.

Poi Di Maio e Berlusconi sono andati dalla Casellati e hanno visto che quel che raccontava Salvini…luccicava ma non era oro. Di Maio non voleva, non poteva accettare ministri col marchio Forza Italia. Anche dentro M5S qualcuno, più d’uno, faceva notare l’ovvio: quale la differenza sostanziale tra Forza Italia in maggioranza o Forza Italia che dà appoggio esterno? Se non è zuppa è pan bagnato, la sostanza è che si va a fare governo con Berlusconi. Di Maio sintetizzava: “Non tengo i miei…”. E Berlusconi di sparire, vergognarsi politicamente di esistere non l’aveva promesso e garantito a nessuno. Del faccio io, ci penso io, ho parlato io, garantisco io di Salvini alla fine restava solo…l’io.

E quindi, nelle ore successive, la rottura Berlusconi-Salvini. Che ora rende possibile l’alleanza a due e il governo M5S-Lega. Salvini può dire che la rottura del Centro Destra è colpa di Berlusconi e imputare a Berlusconi la somma colpa di preferire il Pd a M5S. Ora il governo Salvini-Di Maio si può fare perché il matrimonio politico Lega-Forza Italia è per così dire alla separazione legale (non ancora divorzio).

Può certo ancora accadere che Mattarella, dopo altri due giorni di riflessione, incarichi Roberto Fico di vedere se si può governo M5S-Pd. Ma Di Maio non vuole. Non solo non gradisce Fico in quella missione, non gradisce il segno della missione. Di Maio e la grandissima parte di M5S non vuole il governo col Pd. Lo vivono come contro natura o giù di lì. E il Pd, a parte un po’ di dirigenza in terror panico di doversi accasare all’opposizione e un po’ di politicamente strabici sicuri e convinti che M5S sia sinistra, non è che poi voglia tanto questo governare con M5S. Anche nel Pd per la maggioranza di militanti e soprattutto elettori sarebbe…contro natura.

Può anche accadere che governo Centro-Destra-M5S non si è potuto fare (e questo è risultato ufficiale e già in tabellino), governo M5S-Pd potendosi fare non si fa perché in fondo M5S e Pd non vogliono, alla fine si finisca per fare un governo di nessuno votato da tutti e quattro (M5S-Pd-Lega-Forza Italia). Governo del presidente, istituzionale, chiamatelo come vi pare, governo che dura un po’, solo un po’ e fa poco, pochino, quel che può. E che serve soprattutto a non lasciare a nessuno l’infinita rendita di posizione dello stare all’opposizione.

Facciamo le quote, esponiamoci all’errore di previsione.

Governo Centro Destra-M5S, percentuale 5 per cento. Sarebbe zero ma il 5 per cento all’imponderabile è sempre saggio e prudente assegnarlo.

Governo M5S-Pd, percentuale 20 per cento.

Governo istituzionale, del presidente, votato da tutti o comunque cui nessuno si oppone davvero, governo da un anno di vita, percentuale 30 per cento.

E il restante 45 per cento di probabilità? Al governo M5S-Lega, al patto Salvini Di Maio, che è quello meno contro natura, che è quello che ha i numeri in Parlamento, che è quello che ha i numeri tra gli elettori del 4 marzo. E che ora, dopo la rottura Salvini-Berlusconi, si può fare.