La escort Nadia continua il racconto: “Ad Arcore c’erano minorenni” e “Fede era il selezionatore”

Pubblicato il 4 Novembre 2010 9:17 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2010 9:17

La escort Nadia Macrì

Escono altri particolari del racconto della escort Nadia Macrì sulle serate con Silvio Berlusconi. La ragazza ha già raccontato di festini a base di erba e “marchette”, dell’organizzazione di Lele Mora, del premier circondato di escort che dopo ogni racconto dice: “Avanti un’altra”. Ora escono altri rivelazioni da una dichiarazione ai magistrati fatta da Nadia il 26 ottobre scorso. Nadia continua a parlare degli spinelli che venivano messi a disposizione delle ragazze ospiti del Cavaliere, racconta anche di “jet pieni di erba” ma fa anche dichiarazioni più pesanti. Sostenendo, ad esempio, che nei festini ad Arcore e a Villa Certosa c’erano “anche ragazze molto piccole, di 17-18 anni” e che Emilio Fede aveva una funzione di “selezionatore”, ovvero sceglieva le ragazze da inviare al premier.

“Sono andata a casa di Lele Mora, c’erano anche altre ragazze – racconta Nadia ai pm – Da lì aspettavamo l’autista per andare dal presidente”. Ma prima, avrebbero fatto una tappa “nello studio di Emilio Fede”. Spiega la escort: “Fede è secondo me quello che decide. ‘Tu vai bene, tu non vai bene'”. I pm domandano: “Perché, lui faceva una selezione?”. La risposta è secca: “Sì”. Questa la descrizione fatta dalla Macrì: “Sì, una selezione tipo, ‘Tu come ti chiami, di dove sei?’. Però, poi, siamo andate via tutte. A me interessava solo il presidente. Ero lì per lui. Dopo cena, gli altri se ne sono andati a casa. Le ragazze sono rimaste tutte insieme. Andavano con lui. Lui faceva: ‘Avanti la prossima, avanti la prossima’”.

Poi Nadia racconta di due giorni trascorsi a Villa Certosa, su invito del premier. E proprio mentre era lì, la escort racconta di una telefonata tra sua madre e Berlusconi. Questo il racconto, come da verbale: “Gli dissi: ‘Le posso passare mia madre?  Acconsentì. Lei quasi stava morendo d’infarto quando gli feci il nome di Berlusconi. Ma si riprese subito: ‘Qua stiamo morendo di fame’, disse mia madre. E lui rispose: ‘Signora, cosa posso fare per lei?’. E niente – commenta Nadia Macrì davanti ai magistrati – cosa gli può dire mia mamma. Mica gli può dire ‘sono felice che mi figlia è a dormire lì con lei'”. Poi la madre di Nadia, secondo i racconti della escort, tornò a ripetere: ‘Qui stiamo morendo di fame’. E chiosò: ‘Ma tanto lei cosa fa?’. Berlusconi non rispose. Nadia commenta: “Ha fatto bene mia madre a dirgli così, anche se la chiamata è stata velocissima. Berlusconi non può pagare così, in contanti. Questo è un reato ragazzi, ma stiamo scherzando? È normale che le ragazze sono d’accordo – prosegue la testimone sentita a verbale – io non sono d’accordo su questo fatto qua. Ma non per i soldi, non perché lui mi ha pagato. Lui mi ha pagato bene, però non si paga una persona per farla stare zitta, io ragiono così…”.