Nadia non parla: lo stop non viene dai magistrati. Tanta prudenza o tanta paura?

Pubblicato il 4 Novembre 2010 14:55 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2010 14:55

Nadia Macrì

Nadia Macrì non vuole più parlare. Lei dice che è per esplicita richiesta dei magistrati, ma i giudici dicono che da parte loro non c’è stato nessun veto. Allora perché la escort, che ha finora raccontato dei rapporti a pagamento con Silvio Berlusconi, non vuole più parlare? Per un eccesso di prudenza? Oppure per tanta paura, magari di ritorsioni?

La ragazza di Reggio Emilia aveva convocato per oggi alle 15 una conferenza stampa dicendo: “Ora parlo io”. Voleva, forse, aggiungere particolari a quei racconti che di particolari in realtà erano già ricchi. Nadia ha documentato, a magistrati e giornali, di festini ad Arcore e Villa Certosa dove le ragazze “fumavano spinelli” e dove il premier “circondato da escort” dopo “ogni rapporto sessuale diceva ‘Avanti la prossima’”. Nella mattina di oggi 4 novembre, però, Nadia ha annullato la conferenza stampa dicendo: “Devo tacere”. Il suo legale ha poi spiegato che erano stati i magistrati a chiedere alla escort il silenzio.

Ma a poche ore da questa decisione è stato proprio il Procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, a smentire il “veto”: “I veti preventivi alle conferenze stampa sono a noi sconosciuti – ha detto – Per noi esistono solo gli interrogatori e in caso la secretazione dei verbali”.

E allora perché Nadia non vuole più parlare? Il suo legale dice di non poter dir nulla ma continua a sostenere che c’è stato un veto da parte dei magistrati di Milano. ”Le assicuro – ha detto, rispondendo a specifica domanda, contattato dall’Ansa telefonicamente – che la mia assistita non ha rilasciato alcuna intervista in esclusiva, nè lo farà. La nostra impostazione è non rilasciare interviste. Lei non rilascia interviste. E se lo fa, cambia avvocato”.