Berlusconi show al Quirinale. Rutelli “preso” ai fianchi. Ai finiani: “Non c’è una cazzo di ragione per votarvi”

Pubblicato il 20 Dicembre 2010 21:35 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2010 21:35

Un momento di relax per Silvio Berlusconi

Durante la cerimonia ha schiacciato un pisolino. Quindi, ricaricato, ha dato vita a un vero e proprio show culminato con il “saluto” al senatore finiano Pasquale Viespoli: “Non c’è una cazzo di ragione per votarvi”. Silvio Berlusconi ne ha per tutti: nel giorno del tradizionale scambio di auguri di Natale al Quirinale parla con Giorgio Napolitano e Renato Schifani. Elogia Enrico Mentana e promette una telefonata a Minzolini. Scherza con Francesco Rutelli e promette una conversazione lunga a Beppe Pisanu.

Il buon umore “scompare” solo quando si avvicinano i finiani. A Viespoli il saluto volgare. A Gianfranco Fini, invece, il Cavaliere non dice proprio nulla, i due nemici girano al largo, si ignorano e riescono a non incontrarsi.Viespoli la prende in modo signorile e ai giornalisti spiega di non aver sentito. “Se l’ha detta – aggiunge -, è una battuta fuori posto e fuori luogo, soprattutto alla luce del profilo e dello stile dell’intervento pronunciato poco prima da Napolitano”.

Con Rutelli si rimane sul filone un po’ volgare. Il Cavaliere prende il leader di Api ai fianchi e scherza: “Mi si inchina il Terzo Polo”. “Addirittura alle spalle”, ha replicato ridendo Rutelli e Berlusconi ha precisato: “No, ai fianchi”.

Quindi il premier si dedica all’informazione. Prima qualche parola al presidente della Rai, Paolo Garimberti, e al direttore del Tg2 Mario Orfeo. Poi un saluto affettuoso a Enrico Mentana: “L’ho sempre saputo – gli ha detto complimentandosi per i successi del suo telegiornale su La7 – che eri il più bravo”. Emilio Fede, Clemente Mimun e Paolo Liguori ringraziano. Il premier si poi appartato da solo per qualche minuto anche con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. “Ci sentiamo al telefono domani mattina, ti chiamo” lo ha salutato Berlusconi.

Quindi cinque minuti di conversazione privata col finiano Mario Baldassarri e, in conclusione, l’unico bacio del ricevimento, quello a Beppe Pisanu. “Dobbiamo parlare – gli ha detto Berlusconi – ma per più di cinque minuti”.