Berlusconi si infuria: troppe volte il governo battuto. E pensa a lettera di richiamo per assenteisti

Pubblicato il 10 Giugno 2010 21:26 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2010 23:30

Silvio Berlusconi

Con oggi, dopo che è stato battuto per ben due volte nel voto alla Camera sulla riforma della sanità, il governo è andato sotto per la cinquantesima volta. Troppe per Silvio Berlusconi che, di concerto con i vertici del partito, ha preso carta e pena per scrivere una ‘lettera-richiamo’ a tutti i parlamentari del Pdl. La missiva, secondo quanto riferito da fonti parlamentari della maggioranza, non è ancora definita in tutti i suoi punti. Il Cavaliere ne starebbe valutando contenuto e toni.

Le stesse fonti riferiscono comunque che sebbene i destinatari sarebbero tutti i parlamentari del Pdl, il dito del premier sarebbe puntato in particolare contro vice-ministri e sottosegretari. Troppe volte assenti, perché in missione o perché impegnati in faccende di governo. Più giustificati, almeno agli occhi del Cavaliere, i ministri; non tanto per i maggiori impegni derivanti dalla carica, ma perché a sollevarli dall’impegno dovrebbero essere proprio i sottosegretari che, fra le tante mansioni, hanno appunto quella di rappresentare il governo in aula e in commissione. Un ragionamento che spinge alcuni dirigenti del partito a suggerire al premier di inserire nella missiva una sorta di aut-aut: o si riducono le assenze in aula oppure si dovrà introdurre l’incompatibilità. Solo nei prossimi giorni si saprà quale linea Berlusconi vorrà adottare.

Ma chi ha parlato con lui, anche dopo la caduta ‘numero 48’ che solo ieri sera ha affossato il decreto sulle demolizioni in Campania, riferisce che il Cavaliere si è stancato com stanno andando le cose in Parlamento. Anche perché la responsabilità della maggioranza si fa ancora più delicata in un momento in cui il paese – sarebbe stato il suo ragionamento – è avvitato attorno ad un manipolo di giudici che utilizza anche le intercettazioni per ostacolare il governo che invece è impegnato ad affrontare e superare la crisi economica. Il tema delle assenze, in ogni caso, resta caldo nel Pdl.

E nella stessa maggioranza c’é chi punta il dito sul capogruppo alla Camera osservando, ad esempio, che chi, nella Prima Repubblica, avesse mandato il governo sotto per così tante volte sarebbe stato mandato via subito… Altri, invece, guardano con sospetto ai comportamenti delle diverse anime del Pdl. Per Gianmario Mariniello, direttore di Generazione Italia (l’associazione guidata dal ‘finiano’ Italo Bocchino), la maggioranza va “sotto” non a causa dei distinguo degli uomini vicini al presidente della Camera, ma per la sovrapposizione di doppi e tripli incarichi, sui quali deve intervenire l’ufficio di presidenza del Pdl. Una tesi respinta da Beatrice Lorenzin, deputata ‘berlusconiana’ del Pdl secondo la quale Mariniello dovrebbe studiare meglio i tabulati dell’aula. Così facendo, aggiunge la deputata, si sarebbe accorto che “su 76 assenti del Pdl solo 6 ricoprono un incarico ulteriore a quello di deputato”. Il problema, dunque, per la Lorenzin sta nel fatto che c’é una “diffusa mancanza di responsabilità che vede coinvolti tutti gli assenti, senza distinzioni di orientamento o ‘generazione'”.

Una lettera in cui si chiede a tutti i parlamentari del Pdl, ed in particolare a quelli che rivestono incarichi da viceministro, sottosegretario o presidente di Commissione, di essere più presenti in aula, anche a costo di limitare le ‘missioni’. E’ questa la risposta che Silvio Berlusconi sta meditando dopo che il governo è andato nuovamente ‘sotto’ alla Camera dei deputati. La missiva, secondo fonti parlamentari della maggioranza, è attualmente sul tavolo del premier che ne sta ancora valutando il contenuto.