Berlusconi/ Sondaggi:il consenso del premier è in calo. Secondo il rilevamento di Ipr Marketing il gradimento è sceso al 49%, per la prima volta sotto il 50% dal 2008. E il “celebre” 75% è ormai lontano

Pubblicato il 21 Luglio 2009 10:16 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2009 10:16

Il consenso di Silvio Berlusconi è in calo. Lo rivela un sondaggio elaborato da Ipr Marketing, secondo cui il 49% degli italiani nutrirebbe ancora fiducia nel premier, in calo del 4% rispetto al rilevamento realizzato da Ipr Marketing il 13 maggio. Due mesi fa il presidente del Consiglio era dato al 53%, mentre il governo si attestava al 44%. Risultato, quest’ultimo, confermato anche dall’ultimo sondaggio odierno.

Dunque, la popolarità del premier presso gli elettori sarebbe scesa per la prima volta, dal 2008, al di sotto del 50%. E per la prima volta le persone che invece hanno manifestato sfiducia nel Cavaliere, il 50%, sono di più ai suoi “fedelissimi”.

Su questi risultati pesano probabilmente le vicende che sono emerse, e continuano a venir fuori, dall’inchiesta di Bari, nonostante l’organizzazione e la gestione del G8 abbiano dato buoni frutti. Siamo comunque ben lontani dall’ormai “celebre” 75% sbandierato da Berlusconi il 1 maggio a Napoli. Ma anche dal “modesto” 62% che Berlusconi si attribuì il 29 giugno. Numeri, però, che il Cavaliere ha sempre sfoggiato senza mai citare la fonte.

Eppure, in tempi più recenti il premier considerava nuovamente in ascesa il consenso attorno a sè. Il 7 luglio il Cavaliere si era autoproclamato al 64%, mentre meno di una settimana fa il consenso sarebbe stato al 68%. Ma il premier, citando questi “misteriosi” sondaggi, non ha rivendicato solo la propria popolarità, ma anche quella del partito che lo guida. Il 3 giugno Berlusconi dichiarò che il Pdl avrebbe raggiunto il 43% alle elezioni europee, anche se poi si attestò al 35%.

Ma adesso Ipr Marketing sembra smentire questi risultati trionfali. E se ora il presidente del Consiglio difficilmente potrà proclamarsi «più popolare di Obama», all’interno del suo esecutivo alcuni ministri, Gelmini, Carfagna e Scajola su tutti, hanno guadagnato fiducia da parte dell’elettorato.